Un millennial pensionato: “ecco come affrontare l’isolamento senza social network”

Daniele Franchi
8 Aprile 2020
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In un momento storico in cui le poche interazioni che abbiamo con altri della nostra specie sono virtuali e tutti si ritrovano sui social per confrontarsi, io resto fuori a guardare anche questa volta.

Non ho social (Facebook, Instagram, ecc) e quando scrivo che resto fuori, intendo dal balcone, proprio come fa il mio vicino, pensionato, in questo momento.

Io e lui abbiamo la stessa vita sociale senza avatar.

Vorrei scrivere che abbiamo lunghe conversazioni dal balcone e sto riscoprendo un amico così vicino e così saggio solo ora. Sarebbe una storia bellissima. La verità è che quando inizia a parlare in dialetto, complice la vecchiaia, non capisco una parola.

Sento il disagio di un uomo che ogni fine settimana sente la partita alla radio chiuso in auto piuttosto che stare con la moglie e che ora è costretto a restarci insieme, come se i 50 anni di matrimonio non fossero sufficienti.

Ecco che ora restiamo, fuori dal balcone, entrambi a sentire il cinguettare prepotente degli uccelli.

Quei tweet che non parlano di coronavirus ma di celebrare la vita con minuscoli ed energici polmoni.

Perché l’idea che ci manchi il fiato è terribile. Io i social non ce li ho ma immagino che si parli, lì, di Covid-19 costantemente.

Se ne parli sei uno dei tanti se non ne parli sembri un menefreghista. Pensate che in guerra i soldati scrivessero delle battaglie nelle lettere destinate ai loro famigliari? O forse che nei minuti avevano a disposizione una prostituta, nei postriboli, parlassero di tattiche, previsioni e curve? No.

Non perché siamo o non siamo in guerra ma perché i social ora più che mai si sono discostati dalla realtà delle amicizie umane.

 

Stiamo riscoprendo le telefonate, quelle sì che accorciano le distanze con gli amici

 

Certo, forse anche troppo. Durante una crisi uno dei modi migliori per affrontare la cosa è parlare con una persona e per altri iniziare a bere. Farsi un’ora di fila per prendere della birra non è proprio pratico allora che fai? Chiami. Siamo chiusi in casa, le cose da fare vuoi o non vuoi sono quelle, che c’avrò mai da raccontarti rispetto a 3 giorni fa? Cioè cambio lavoro, casa, vita, città e manco una chiamata adesso che che invece al massimo ho riordinato l’armadio che vuoi che ti dica? Vuoi dire che avere il telefono è meglio dei social? No, come vedete fa schifo.

Però almeno ti distrai e quando sei in chiamata magari ti gratti dopo un po’ ma non ti focalizzi su un’epidemia monotematica circondato da persone che non vedono l’ora di dirti la loro sul passato presente e futuro della malattia e che in vita loro neanche una schedina hanno mai azzeccato. Chi vede il futuro gioca in borsa, non scrive su Facebook. Mi giro verso la finestra, penso che sia ora di dare una lavata a quei vetri prima di riuscire a parlare con il mio vicino, di donne, amanti e vino, come in guerra. Ok Boomer.

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