Che cosa succede con i debiti dei millennial? Solo cose belle

The Millennialist
27 Ottobre 2020
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Agevolati dal vivere ancora in casa con la famiglia d’origine  i millennial italiani accedono sempre di più a finanziamenti. E dimostrano di saperci fare 

Secondo lo European Consumer Payment Report, in tutta Europa, quelli che hanno contratto più prestiti all’epoca del Covid-19, sono stati i Millennial. Il 22% di questi ha trattato nuovi prestiti (erano il 14% nell’autunno 2019), mentre il dato è pari al 21% per la  Generazione Z intervistata. Nell’autunno del 2019 il 16% dei GenZer aveva contratto prestiti senza fare ricorso al plafond della carta di credito.

In Italia solo l’11% dei GenZer ha preso soldi a prestito non utilizzando la carta di credito mentre per quanto riguarda i Millennial Italiani il dato è più alto: il 24% di costoro ha dovuto indebitarsi.

Come si spiega la differenza fra GenZer e Millennial rispetto ai dati europei? Sicuramente in Italia l’età di chi esce di casa è più alta per cui è probabile che le nostre Gen Z non debbano prendere soldi a prestito per il semplice fatto che vivono ancora in famiglia o ne siano sussidiate.

La tendenza a prendere a prestito il denaro è anche frutto della paura di vedere intaccato il proprio benessere finanziario inteso come il fare fronte alle spese di ogni giorno senza intaccare la stabilità delle proprie finanze.

Il 50 % della Gen Z Europea concorda sul fatto che il Covid-19 ha intaccato il  benessere finanziario mentre per quanto riguarda i Millennials il dato arriva al 53%. In Italia addirittura la situazione peggiora: il 78% dei  Gen Z di casa nostra pensa che il Covid-19 abbia peggiorato il proprio benessere finanziario mentre i Millennials sono il 58%.

Per il futuro le prospettive su come gestire i debiti sembrano un po’ più rosee. In Europa infatti i GenZer che pensano che il loro benessere finanziario sarà migliore fra sei mesi sono il 35% (il 26% pensa che non cambierà) mentre i millennial che pensano di poter migliorare fra sei mesi sono il 34% (il 29% pensa che non cambierà).

L’ Italia è però pessimista: fra sei mesi il 56% della Gen Z pensa che il benessere finanziario declinerà. Per i millennial il dato vale 47%.

Le cose per le due classi di età considerate vanno meglio per quanto riguarda il lavoro. In Europa il 33% della Gen Z non pensa che il proprio posto di lavoro sia in pericolo mentre il 15% ha accettato una riduzione temporanea del salario.

Per quanto riguarda i Millennial il 40% di questi non vede il proprio posto di lavoro in pericolo ed il 19% ha accettato una riduzione temporanea del salario. In Italia le cose migliorano: il 67% dei Gen Z di casa nostra non ha avuto conseguenze così come il 51% dei millennial. Come paese, però, non siamo fiduciosi nel futuro.

Se consideriamo tutte le classi di età coinvolte dal sondaggio scopriamo che solo l’8% degli italiani pensa  che il proprio benessere finanziario migliorerà nei prossimi sei mesi. Il dato più basso di tutta Europa.

Le preoccupazioni su come gestire i debiti e farne di nuovi costituiscono ora la seconda più grande incognita delle persone in tutto il mondo, subito dopo quella per la salute. A dirlo è un indagine su 10mila persone di N26, la principale Mobile Bank in Europa. Oltre la metà (57%) degli intervistati è preoccupata quando pensa alle proprie finanze e il 25% afferma di essere nervoso.

Una situazione generalizzata di maggior preoccupazione che ha indotto un 76% di italiani a dichiarare di aver modificato le proprie priorità finanziarie e il 65% degli intervistati a risparmiare più denaro (in media 185 euro al mese) prima della crisi.

Certamente parliamo di denaro che avrebbero altrimenti speso per sfizi e ristoranti (tutti chiusi). Insomma diciamo che per molte classi di età il lockdown potrebbe aver portato più ricchezza. Ma distanziamenti & disinfettamenti diminuiscono l’uso del contante. Oltre la metà degli intervistati (55%) ha in programma di optare per il pagamento contactless a causa della diffusione del Coronavirus.

FONTE dati:European Consumer Payment Report di Intrum (il principale operatore europeo nei credit services).

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