Compleanno Fedez: fare la spesa al supermercato diventa tendenza

23 ottobre 2018
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Compleanno Fedez. Di ritorno da Los Angeles, la blogger Chiara Ferragni stupisce i suoi 15 milioni di followers con una festa a sorpresa per il compagno, popolarissimo cantante-Millenial. Parenti, colleghi e amici stretti si nascondono tra i corridoi di un supermercato (il Carrefour di CityLife), pronti a saltar fuori all’arrivo del festeggiato.

 

Gilda Ambrosio, trainata dal creative director di GCDS Giuliano Calza, sfida il trapper Tony Effe in una corsa clandestina tra carrelli, Valentina Ferragni si esibisce in un karaoke senza vergogna, YouTuber e fashion blogger fanno razzia di dolci e orsi di peluche giganti.

 

Al di là della questione etica sul presunto spreco di cibo nel corso del compleanno Fedez – cui la coppia ha prontamente risposto già durante la serata tramite delle instastories – la festa vede ancora una volta una location mainstream elevata a location d’eccezione. Supermercato per i 29 anni di Fedez, Ikea per i 39 di Paolo Stella l’anno scorso.

Quello che per chiunque di noi fa parte della vita di ogni giorno, agli occhi di influencer e celebrity si carica di un potenziale creativo, persino innovativo. Io, che a fare la spesa ci vado tutte le settimane, sfatta e infreddolita dopo la lezione del mercoledì per approfittare dello sconto studenti, non so quanto avrei trovato eccitante una simile trovata.

 

 

Per gli invitati del compleanno Fedez, invece, il ritorno alla dimensione popolare è innovazione, tendenza, divertimento. D’altronde, cosa aspettarsi da chi da Cracco ci va a mangiare un semplice martedì sera? Questo fenomeno, però, non riguarda solo eventi mondani e compleanni. Si tratta di qualcosa che possiamo riscontrare nel quotidiano, una tendenza che sta divenendo sempre più direzione unica. Finita l’era rivoluzionaria dei fast food, il nuovo trend della ristorazione è il fatto in casa (vedi il successo di Mi scusi a Milano). I piatti e gli utensili di plastica, i libri digitali, le casse automatiche al supermercato, le macchinette per rollare i drum. Superato il periodo – più o meno breve – di entusiasmo per la novità, ci si distacca un attimo per cercare di capire se porti davvero un vantaggio. Si è pronti a far marcia indietro, a tornare ai vinili per la techno e ai ricami a mano sulle t-shirt, per poi sentenziare con un mezzo sospiro che forse “si stava meglio quando si stava peggio”.

 

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