Il coronavirus smaschera la peggiore classe politica della storia repubblicana

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24 Marzo 2020
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La politica non serve a una cippa. Non esiste che un millennial possa credere in questa festa abusiva di imbucati decerebrati che si chiama classe politica.

Ma che cazzo. È da Berlusconi in poi che tutto è andato in malora. Prima i politici dovevano essere formati. Mi ricordo che tutti si arrapavano per D’Alema perché aveva fatto la Normale di Pisa. Era un vanto. Licio Gelli 8the bad guy, personaggio ellroyano, e Dell’Utri erano collezionisti di testi antichi. Prodi un secchione totale. I professori contavano! Ora cazzo il ministro degli esteri è un ex bibitaro. E siamo stati devastati da ex igienisti dentali, ex partecipanti del Grande Fratello e via dicendo. Gente completamente impreparata, ministri che copiano le tesi di laurea, somari, gente che non ha studiato ciò di cui adesso si occupa. Con tutto il rispetto per la democrazia che dà la possibilità anche a un ignorante di diventare leader, possiamo dire una cosa? Mavaffanchiulo la democrazia.

Il segno della vecchiaia dei Millennial: rimpiangiamo un governo tecnico

Se all’inizio del caos per il virus avessimo avuto un governo di commissari e tecnici, avrebbero subito preso la decisione giusta. Che facciamo chiudiamo tutto? No! #milanononsiferma, Zingaretti fa l’aperitivo, la politica la butta in politica e ci dice che non dobbiamo aver paura dello straniero, il sindaco Nardella abbraccia i cinesi (che non si contagiano), tutti si incazzano con i leghisti e con Zaia. E dopo due settimane? Zaia aveva ragione, Fontana pure, Milano si ferma e Zingaretti becca il virus. Inizia tutto sto bordello di chiudere a scaglioni, prima uno poi l’altro, di lasciar fare le regioni, poi di emettere decreti su decreti e tutto che comunque rimane mezzo aperto. Cioè la scuola è chiusa ma la gente è in giro. Non ci si capisce nulla, perché giustamente loro non ci capiscono nulla. Sono preparati per andare da Vespa, per duellare con Asia Argento e Andrea Scanzi, per fare le dirette e prendere i like. Che cazzo ne sanno di una pandemia?

Non funziona nemmeno l’ufficio postale in Italia, ti fa venire l’ulcera la burocrazia, figurati se funziona il governo in una pandemia.

Un patriottismo antipolitico

E sono anche diventato patriota, mi sento unito ai miei fratelli italiani. È proprio che non riesco ad avere minimamente fiducia nei politici.

Quindi mi irrito a sentire parlare di eccellenza del modello Italiano, del nostro sistema sanitario. Medici e infermieri sono esasperati, al collasso, senza attrezzature, abbiamo bisogno di Fedez per una raccolta fondi che ci dia i macchinari giusti. Ma tutte quelle tasse che paghiamo a cosa servono? Dove vanno? Chi le amministra? Chi decide cosa?

La legge è scritta per non essere capita dal cristiano comune. Tutto è inaccessibile e codificato dalla macchina burocratica. L’unica cosa che capiamo sono le frasi a effetto quelle che ci prendono alla pancia. Salvini, Renzi, Grillo e poi chi c’è stato e chi verrà. Gente che non ha concluso e non concluderà mai niente per i cittadini.

Quindi: che la politica diventi un reality. Devono rimanere su il governo e tutte le sue tarantelle. Lo mandiamo in diretta streaming e facciamo le domeniche con Barbara D’Urso, commentiamo la politica come fosse il Grande Fratello, li continuiamo anche a pagare. Ma, minchya, usiamo dei commissari, dei tecnici, dei geni, dei cervelloni. Mettiamo nei posti di comando persone qualificate, a salvarci. Noi non vogliamo sapere niente, vogliamo solo infilare l’uccello nei soliti buchi e cercare l’amore, dio, la spiritualità, il ristoro. Di questo ci dobbiamo occupare non del debito pubblico, del Pil, del caz, del fascismo, del femminismo.

La politica ai politici. Veri. Uomini grigi e saggi di cui nessuno sa il nome, gente nell’ombra, che prende le decisioni per noi mentre facciamo l’aperitivo. Vi spaventa? Mi spaventa di più la lista dei ministri degli ultimi vent’anni.

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