Cortometraggio Apple Natale 2018: creativi, liberatevi dalle insicurezze!

Consuelo Crespi
12 Dicembre 2018
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Il cortometraggio Apple Natale 2018, Share your gifts, è una perla animata, dedicata ai giovani creativi che hanno paura di mostrare le loro creature al mondo.

Che l’animazione sia un modo potente di fare pubblicità, l’azienda di Cupertino lo sa bene, per questo ha chiamato il collettivo Buck Production per realizzare il cortometraggio Apple Natale 2018, girato in 3d. Questa tecnica permette di esplorare mondi diversi e rende possibili situazioni che nella realtà possiamo solo immaginare. Stimola la fantasia e i ricordi, ed è molto efficace per raccontare storie commuoventi in pubblicità: arriva sia a grandi sia a piccoli con la stessa forza comunicativa.

Il cortometraggio Apple Natale 2018, Share your gift di Apple, è uno spot di pochi minuti che ti avvolge in una calda coperta natalizia mentre ti racconta la storia di una ragazza riccioluta che vive assieme al suo cane. Rintanata nella sua dimora, in una città innevata, la protagonista sta creando qualcosa dietro lo schermo del suo Macbook di Apple, ma sembra insoddisfatta per l’uscita del suo lavoro e dopo averlo stampato lo chiude dentro una scatola.

Seguendola nella sua quotidianità scopriamo si tratta di una giovane artista, che sente il bisogno di buttare fuori la sua creatività: dalle forme che crea con l’impasto durante il suo turno in panetteria, agli sketch che disegna sul finestrino del bus. Ma ogni volta che qualcuno vuole guardare il suo lavoro lei lo cancella, a causa della sua insicurezza.

La favola natalizia finisce quando il cane spinge la finestra della stanza e tutti i progetti, con il vento, si disperdono tra le vie della città, arrivando nelle mani dei cittadini che apprezzano commossi il lavoro creativo della nostra protagonista, lasciandola incredula e sbalordita.

Il finale, e questa cosa mi ha fatto innervosire molto, non ci mostra i lavori realizzati dalla giovane artista, che rimangono un segreto tra lei e la persona a cui vengono donati. Forse Apple vuole farci provare la sensazione che hanno gli altri quando neghiamo di mostrare le nostre creazioni? Magari sì, ma il messaggio finale non vuole trasformarci in giudici del lavoro altrui, ma farci riflettere su come, la nostra insicurezza artistica, non ci permette di mostrare chi siamo veramente.

 

 

 

Frequentando un’accademia di belle arti, il sentimento espresso dal cortometraggio Apple Natale 2018 lo conosco molto bene. All’inizio non avevo paura di fare semplicemente ciò che ritenevo giusto, seguendo il mio gusto personale, ma le innumerevoli critiche mi hanno fatto cambiare idea, alimentando una grande insicurezza, che ti porta a realizzare qualcosa che piaccia di più agli altri che a te stesso.

Quante volte ho coperto lo schermo del mio computer o mi son fatta prendere da dubbi esistenziali mostrando gli schizzi di un progetto ai miei compagni di gruppo. Perché quel silenzio imbarazzante, che si crea quando una tua idea non piace, quando nessuno ha il coraggio di dirti no, ma lo fa capire, è terribile e ti porta a pensare che, in fin dei conti, sono più bravi gli altri e di conseguenza ti metti da parte.

A un certo punto capisci che accontentare tutti è impossibile, non esiste nulla di oggettivamente bello, ci sarà sempre qualcuno che storcerà il naso davanti a un lavoro che ti ha impegnato giornate intere e qualcun altro che lo considererà fantastico. Più qualcosa è diverso, personale, più raccoglie le critiche di coloro che si autoproclamano esperti, ma che in realtà sono abituati a considerare inconsciamente giusto ciò che hanno già visto milioni di volte.

Se non esci dallo schema, non sbagli sicuramente, ma non cambi nemmeno nulla. Quindi insomma, l’invito del cortometraggio Apple Natale 2018, che con questi messaggi ci bombarda la testa da anni – da Think different a Share your gifts – è quello di non cercare di omologarci per paura di sbagliare. Mostrate invece quell’unicità che, anche se non viene osannata dalle masse, di sicuro una persona la fa contenta: voi stessi.

Per concludere vi incollo il video del lunghissimo lavoro che c’è stato dietro alla realizzazione di questo corto di pochi minuti. Non ci crederete ma, per creare qualcosa, ci vuole testa, impegno e lunghissime settimane di progettazione. Al contrario, per dire che il lavoro degli altri fa schifo ci vuole un secondo e una capacità di pensiero pari a quella di un babbuino che si gratta il fondoschiena.

 

 

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