Differenze tra GenZer e Millennial: i primi sanno come monetizzare YouTube fin da piccoli

Redazione
24 gennaio 2019
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I più vecchi tra i GenZer ora stanno entrando nel mondo del lavoro, qual è la differenza con i millennial?

Sono nati dal 1997 in poi. Sono quelli della Generazione Z, i GenZer. I primi laureati di questa generazione si affacciano sul mondo del lavoro. E allora è il caso di fare un bel paragone con i Millennial. Ecco alcune delle caratteristiche che appaiono già abbastanza evidenti tra GenZer e i millennial

Non conoscono un mondo senza Internet.

Mentre i millennial hanno trascorso la loro infanzia con una tecnologia basica e semplice, i GenZer sono cresciuti con lo smartphone. La National Retail Federation e l’IBM Institute for Business Value hanno intervistato oltre 15.000 persone di età compresa tra 13 e 21 anni. Sul loro rapporto Uniquely Generation Z, si legge che i GenZer trascorrono oltre il 70% del loro tempo online.

Che si tratti di realizzare video da monetizzare su YouTube o di vendere i propri prodotti usati, sembra che i GenZers abbiano trovato modi originali per fare soldi online. Niente a che vedere con i lavoretti che i millennial hanno svolto negli ultimi 20 anni.

Ma sono anche più pratici con i loro soldi.

Nonostante abbiano più potere di spesa rispetto ai millennial, i GenZers sono in realtà molto più parsimoniosi. Sono sempre alla ricerca delle migliori offerte, analizzano la qualità dei prodotti e valutano più opzioni prima di prendere una decisione. Inoltre, gli Zeta iniziano a risparmiare molto prima rispetto alle generazioni precedenti. Un effetto dell’essere cresciuti durante la Grande Recessione. Hanno visto i loro genitori affrontare la disoccupazione, e vogliono evitarlo.

Sono più sensibili all’ambiente e ai temi sociali.

La Nielsen li definisce Green Generation. Secondo uno studio online di questa società i GenZer sono molto più inclini a supportare le aziende sostenibili. Sono meno interessati ai marchi e preferiscono qualcosa di “unico”. Oltre il 70% dei consumatori tra i 15 e i 20 anni è disposto a pagare di più per prodotti e servizi che provengono da aziende a impatto sociale e ambientale sostenibile.

Secondo il rapporto Stress in America del 2018 dell’ American Psychological Association , oltre il 90 percento dei GenZer dichiara che nel mese precedente ha accusato almeno un sintomo fisico o emotivo dovuto allo stress. Lo studio mostra anche alcune delle maggiori fonti di stress per la Generazione Z come la quasi-ossessione per le sparatorie in città o nelle scuole, gli attentati terroristici, il clima politico e le politiche sui migranti.

I millennial hanno imparato ad apprezzare la trasparenza, i GenZer la pretendono. Secondo uno studio di Girl Up , i Gen Zers esigono l’autenticità: «Hanno accesso a tutte le informazioni online per formarsi opinioni forti», dice Anna Blue, di Girl Up, «fin da giovanissimi sanno come elaborare e decifrare la comunicazione dei brand a loro interessati. La verità per loro è davvero un requisito fondamentale».

È la generazione più mista e quindi più tollerante.

Un recente rapporto del Pew Research Center ha dimostrato come quasi metà dei post-millennial (altro nome per i GenZer) appartengano a minoranze etniche o razziali, rispetto al 39% delle minoranze presenti tra i millennial (dati del 2002). La Generazione Z si avvia a essere la  generazione più multietnica di sempre ma anche quella più aperta quando si tratta di sessualità e gender. Dati confermati da un’altra ricerca, realizzata da Innovative Group e JWT Intelligence la cui pubblicazione parla di un 38% di ventenni che si dichiara “fermamente d’accordo” sul fatto che il genere non definisce una persona.

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