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I capelli dello zio pazzo d’America si sono arresi a Joe Biden: ma per i millennial solo briciole

14 Novembre 2020
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Bianco sporco, verso il grigio platino. I capelli dell’attuale presidente degli Stati Uniti hanno cambiato tonalità. Quel biondo canarino, talvolta quasi color ruggine, si è arreso all’evidenza.

Donald Trump – che ormai è più consono chiamare lo “zio pazzo d’America” – sta vivendo un dramma che è prima di tutto interiore. I capelli sono solo il segno esteriore di una somatizzazione del problema. Preferirebbe morire prima di accettare di aver perso contro nonno Joe Biden. E infatti sarà così. Quando a gennaio 2021 uscirà dalla Casa Bianca, una parte non indifferente del tycoon resterà seppellita nel Giardino delle Rose dove ha tenuto la conferenza stampa per parlare del vaccino anti Covid, sabato 14 novembre.

Lo “zio pazzo d’America”

Per la prima volta in assoluto, infatti, il magnate ha aperto la porta alla possibilità di una sconfitta. «Qualsiasi cosa accada in futuro, chissà cosa accadrà, chissà quale sarà l’amministrazione in carica, lo dirà il tempo, posso dirvi con certezza che questa amministrazione non imporrà un lockdown».

Poco ma già molto per uno che per settimane aveva continuato a fare lo “zio pazzo”, com’era stato definito dalla giornalista Savannah Guthrie durante uno dei confronti televisivi pre elettorali con Biden. Su Twitter per esempio, il bollino per segnalare le fake news da parte degli amministratori del social è ormai diventato un tutt’uno con i tweet di Mr. President. Anche se il meglio di sé, il Donaldone repubblicano lo ha riservato alle dichiarazioni rilasciate alla stampa dove parlava di brogli, mentre ancora si conteggiavano i voti degli ultimi stati in bilico.

Joe Biden supera Donald Trump come presidente Usa più vecchio

È finita 306 grandi elettori a 232 per il democratico Biden. Ma non è che l’elezione dell’ex vice presidente, durante gli anni in cui al comando c’era Barack Obama, sia una buona notizia per i millennial. Con 77 anni, si tratta del più anziano presidente mai eletto negli Stati Uniti. Si insedierà a 78 e finirà il suo mandato a 82 primavere. Certo, che fosse una battaglia tra vecchi, lo si sapeva già prima. Basti pensare che il record di senilità era già di Trump, che ora di anni ne ha 74.

Un dato interessante e disorientante. In un mondo succube del progresso tecnologico, sempre più incisivo e spesso nelle mani dei giovani e dei fantomatici giovani adulti, lo Stato più influente del pianeta sceglie di affidare le sue redini per due volte di fila a un anziano. Ok, Joe Biden e Donald Trump e erano lì, ma negli Usa ci sono anche le Primarie e soprattutto in quelle democratiche c’era il millennial Pete Buttigieg e altri adulti non ancora ‘vetusti’ ma alla fine a giocarsela fino in fondo c’erano Biden e Bernie Sanders, un anno più vecchio.

Prima o poi arriverà il momento dei millennial. È naturale. L’andamento però fa temere che quel momento così storico per questa generazione slitti ancora oltre le prossime elezioni presidenziali, e oltre ancora, e così via chissà per quanto tempo. Il futuro degli Stati Uniti d’America, e in qualche maniera quello del Mondo, visti gli ultimi presidenti non sembra affatto nelle mani dei giovani. E i millennial potrebbero arrivare in cima già troppo tardi.

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