La riscossa solitaria delle donne in Messico: da Dior a Cuarón

Consuelo Crespi
23 Dicembre 2018
639 Visualizzazioni

Cosa accumuna il nuovo film Roma di Alfonso Cuarón e la campagna Cruise 2019 di Dior? Lo scenario in cui queste due storie sono ambientate: il Messico, terra natale del regista e paese tanto amato da monsieur Christian Dior. Ma, soprattutto, entrambi ci propongono uno sguardo sulle donne in Messico, quelle che ci vivono e che ci lottano ogni giorno.

 

Maria Grazia Chiuri, direttrice creativa di Dior, ci presenta la campagna, From Mexico to Dior, che celebra ancora una volta una femminilità da cui prendere esempio, raccontandoci la storia delle Escaramuzas, le cavallerizze messicane. Donne che, con ampie gonne tipiche della tradizione messicana, gareggiano nei rodei prendendosi spazio in uno sport considerato prettamente maschile.

Per realizzare la campagna, Dior ha chiamato otto fotografe messicane, di cui solo due avevano già esperienza nella fotografia di moda, così che riuscissero a tirare fuori al meglio la pura emotività della donna messicana ai giorni d’oggi.

In questo video possiamo vedere il dietro le quinte del progetto:

 

L’Escaramuzas non rappresenta solo la tradizione di un paese ma il carattere forte e determinato delle donne che lo popolano e che ogni giorno combattono la cultura maschilista, ancora preponderante in Messico. La affrontano in un rodeo senza rinunciare alla femminilità e all’eleganza dei loro costumi tradizionali.

 

A proposito di donne in Messico, qualche giorno fa ho visto il nuovo film di Alfonso Cuarón, Roma che potete trovare su Netflix.

 

 

E’ inevitabile paragonarlo a questa campagna Dior, perché anche nel film vediamo delle donne messicane che affrontano un rodeo… ma in questo caso quello della vita.

E’ il film più personale del regista e racconta la sua infanzia nel quartiere Colonia Roma di Città del Messico dal punto di vista della domestica Cleo.

Questo film mostra la capacità della donna di affrontare con fatica le sfide quotidiane. Un affresco sul genere femminile, che da personale si trasforma in universale, in cui ognuna di noi si può immedesimare. C’è Cleo, una domestica che vive per il suo lavoro e che non può permettersi nulla per sé. Vive in casa di altri e si prende cura di bambini non suoi. Quando rimarrà incinta affronterà le sofferenze della gravidanza e del parto da sola, perché il compagno non vuole riconoscere il bambino. C’è Sofia una madre di quattro bambini che verrà tradita dal marito e lasciata per un’altra donna, si inventerà una nuova vita per il bene della sua famiglia.

Il filo conduttore ruota attorno a storie di donne in Messico a cui non è concesso il lusso di cedere, né quello di fermarsi un momento: serve costantemente tutta la la loro forza per affrontare le conseguenze di scelte obbligate.

Non importa quello che ti dicono alla fine siamo sempre sole, dice Sofia in una scena del film, e in questa frase si racchiude tutto il faticoso coraggio dell’essere donna.

Pensiamo alle nostri madri e all’atteggiamento da guerriere che tirano fuori quotidianamente per proteggere i valori a cui sono attaccate. Lottano per i figli guidate da quel senso materno e viscerale che non gli permette di lasciarsi andare nemmeno per un secondo. Sorridono e regalano gesti d’amore anche quando il loro sguardo è affaticato dal peso di una vita in solitudine.

Le donne sanno bene che la tristezza può essere solo momentanea perché sono nate per sostenere la loro vita e quella degli altri facendo girare la ruota del carro, sia nel privato sia nella società.

Se le donne di Roma di Alfonso Cuarón rappresentano la vita concreta, le Escaramuzas di Dior sono il simbolo di quella femminilità che prende le redini della propria vita decidendo la strada e il percorso anche senza l’aiuto di un uomo.

Ma non bisogna per forza andare in Messico, queste storie le viviamo anche dentro le mure di casa nostra in cui vivono donne che sorreggono con incredibile forza tutte le persone intorno a loro. E che sono in grado di combattere i problemi con la stessa facilità con cui da bambini ci ricucivano i buchi dei pantaloni che strappavamo cadendo.

 

LEGGI ANCHE:

Video di Natale assurdi: l’eroico pollo di KFC che sfida uno spietato tacchino

Cortometraggio Apple Natale 2018: creativi, liberatevi dalle insicurezze!

Per Milano circola un tram Chanel N 5 profumo che sembra uscito da Grinch