L’oppio dei popoli sta arrivando ma non c’entra con Dio o con Marx

Avatar
14 Maggio 2019
833 Visualizzazioni

Più competizione, più doping legalizzato: un libro inchiesta svela come le droghe legali diventeranno fondamentali per lavorare

Cervello senza limiti è un libro della giornalista, Johann Rossi Mason sulle droghe per lavorare. Che racconta l’ennesimo passo avanti faustiano dell’umanità
«Sono ormai lontani i tempi in cui si riteneva che ognuno di noi fruttasse solo il 10 per cento delle proprie capacità cerebrali. Aumentare la produttività, estendere i propri limiti per impedire alla fatica di fermarci e scrivere in maniera più efficace; questi sono soltanto alcuni dei motivi per cui le persone ricorrono ai nootropici. Spesso è la pressione sociale a chiedere un prezzo sempre più alto per ottenere il successo». 

Inizia da qui, il libro Cervello senza limiti, la prima inchiesta italiana sul potenziamento cerebrale, appena uscito per Codice Edizioni. Per essere documentato, lo è, e parecchio: parte dalla prima indagine di Harvard del 2006 sulle sostanze nootropiche ovvero quelle che agiscono sul sistema nervoso e aumentano le capacità cognitive.

E apre la finestra su scenari presenti e futuri dell’uso di farmaci, molecole e comportamenti che possono garantire prestazioni sempre più elevate, non solo in ufficio.

I millennial più avvezzi alla modalità Black Mirror faticheranno a distinguerlo da una sceneggiatura di quella serie tv. E invece racconta un mondo vero. Quello che spinge per il raggiungimento dei massimi risultati. Nel quale l’uso personale di sostanze sarà la norma. 

Il fronte proibizionista per ora ha armi spuntate ma non è escluso un futuro in cui le droghe smart che migliorano le performance siano oggetto di controlli prima degli esami. E i soggetti trovati positivi saranno esclusi e sanzionati.

Il fatto è che l’uso di queste droghe per lavorare è considerato, anche in ambito scientifico, qualcosa che dovremmo accettare. Purché sostenuti da ricerche in grado di dimostrarne la sicurezza e da una regolamentazione che protegga da eventuali abusi.

Johann Rossi Mason non si espone con giudizi. Preferisce presentare dati scientifici e possibili scenari. Il dibattito è tra gli esperti, che sostengono che un miglioramento cognitivo dato dalle droghe per lavorare possa portare benefici alla società, e gli oppositori. Che lamentano la possibile creazione di un gap tra chi può permettersi l’uso dei farmaci e chi no.

A noi è molto chiaro che la tipica ansia/impazienza/voglia-di-lasciare-il-segno dei millennial sbaraglierà ogni genere di proibizionismo. Ecco. Speriamo bene.
LEGGI ANCHE: