Perché ho deciso di non guardare El Camino film di Breaking Bad

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11 Ottobre 2019
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Oggi arriva El Camino, il film di Breaking Bad. Ma, nonostante abbia amato questa serie, ho deciso che nelle serie tv, come nella vita, anche la fine deve avere una fine. E non lo guarderò.

È un grande dramma dello storytelling contemporaneo che parte dal tormento del vedere i film trasposti dopo aver letto i libri (o viceversa), e arriva all’accanimento terapeutico che aggiunge pezzi di vita a personaggi archiviati.

Peraltro nella distopia di Breaking Bad, i personaggi sono tutti luci e ombre, ed è un dolce tormento delineare di volta in volta se Heisenberg alias Walter White sia effettivamente uno stronzone figlio di androcchia o un eroe che sta coraggiosamente cercando di fottere la vita prima che la vita fotta lui.

Brian Cranston, alias Walter White, beccato a cucinare cristalli con le mutande alla zuava

Dunque ecco perché dubitare che El Camino ci dia nuove emozioni:

1 Non sappiamo se nel film di Breaking Bad El Camino si possa apprendere qualcosa di più interessante di questi personaggi. Alcuni di loro (quasi tutti, tranne forse Saul Goodman, l’avvocato che si mette sempre nei guai) non avevano una vita interessante prima della serie. Non si capisce come improvvisamente la loro vita possa diventare ulteriormente foriera di colpi di scena.

2 Breaking Bad attinge all’universo iconografico degli anni Zero: i telefonini, le auto, il New Mexico pre-crisi economica del 2006-2007. Il fattore nostalgia ha sedotto i Millennial che hanno potuto ripercorrere i tempi in cui si usava ancora anche la linea telefonica fissa. Cosa mungere ancora dal decennio? Siamo molto scettici.

3 La musica: a partire dalla hit di Ana Tijoux (1977) la musica di Breaking Bad ha reso iconici molti pezzi della fine dei 2000. Nulla dei nomi scelti per le colonne sonore parla di genialate musicali, ma chissà…

4 Mike Ehrmantraut, il duro segretario-sicario del club dell’amfetamina, è un personaggio perfetto. Parla pochissimo, ha ferite interiori grosse come la faglia di Sant’Andrea ed è furbo come solo un ex poliziotto corrotto può essere. Perfetto contrappeso alla figura di Saul Goodman, Ehrmantraut è un risolutore di quelli da ricordare. Uno in grado di dire lapidario a un tedesco goffo che di lì a poco si beccherà un paio di pallottole la mitica frase: «Il fatto che tu sia una persona buona non ha niente a che vedere con il fatto che sei un criminale». Lo sappiamo già che è inarrivabile in qualsiasi sequel, prequel, e vattelapesca continuazione, film di Breaking Bad. Lo si doveva lasciare riposare in pace.

5 Jesse Pinkman, il piccolo pusher che suo malgrado diventa un boss, interpretato da Aaron Paul era uno che non si perdonava di aver sparato a un povero chimico-cantante d’opera mancato (altra genialata degli sceneggiatori). Lui è invece l’unico che da quasi millennial (è del 1979) aveva interesse a far vedere che poteva in qualche modo essersela cavata. Jesse lo spacciatore ma anche Aaron l’attore che doveva capitalizzare il successo della serie in qualche modo. Narcisista, nichilista, ancora alle prese psicologiche con le disfunzioni della sua famigliola d’origine è il millennial che non poteva mancare nella serie tv Netflix. Ma oggi, nel film, a 40 anni, dopo la rocambolesca fuga sulla Chevrolet El Camino dell’ultimo episodio della serie, abbiamo ancora voglia di rivederlo alle prese con le sfighe da pivello che lo hanno caratterizzato?

6 I gemelli Salamanca. Gli adorabili killer messicani dal piglio ottuso e spietato reclutati nella serie proprio perché davvero finiti in carcere per i loro trascorsi di droga. Ecco loro non ci saranno. E già questo è, da solo, è un motivo per rifiutare il film di Breaking Bad.

7 Ultima considerazione: perché un film? Dovendo allungare il brodo, non avleva forse la pena di concentrarsi su un altro personaggio e risalire la storia attraverso un affluente in altre 5 o 6 puntate? Con Better call Saul aveva abbastanza funzionato.

Comunque El Camino, il film di Breaking bad, sarà un successo, questo è chiaro. Io non lo guardo. Per ora. Mi sento come quelli che hanno smesso di fumare e non vogliono ricominciare con sigarette surrogate. Non so voi…

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