La reazione dei radical chic alle elezioni 2018? Viaggio politicamente scorretto nella Milano post 4 marzo

12 marzo 2018
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I giardini di Versailles oggi sono quelli di Porta Venezia a Milano. Che separano il Quadrilatero-Corte della moda dalle aree più aspirazionali, ma comunque radical, quelle dei “famigli” rispetto ai  ricchi veri. Eccoli, rabbiosi…

La reazione della Milano Radical-Chic alla disfatta elettorale meriterebbe un approfondito studio antropologico. Sono apparse sui social e sul web tantissime mappe che mostravano come la Lombardia, ed aree circostanti, fossero colorate di blu (vittoria del centro-destra, soprattutto della Lega) tranne una piccola macchiolina rosso-rosaceo su Milano. Anzi, per onor del vero, sul centro di Milano.

Grande successo di Renzi e delle politiche del PD secondo i benestanti milanesi? Non esattamente così. Oltre ad essere difformi dall’area circostante che li ospita, i Radical-Chic hanno fatto una scelta politica diversa da quella di tutto il resto della penisola, anche rispetto ai fortini rossi del centro Italia.

Hanno, infatti, votato in massa per la loro ipostasia, ossia Emma Bonino.

Rispetto ad una media nazionale di poco superiore al 2%, l’anziana ma attivissima leader ha raggiunto l’11% nel centro di Milano, risollevando le sorti di un PD altrimenti allo sbando. +Europa ha portato così alla vittoria i 3 candidati uninominali alla Camera del centrosinistra che, altrimenti, sarebbero stati sopraffatti. Ha anche sbaragliato la sua diretta competitor del Cuore Radical: Laura Boldrini. La Presidenta ha infatti raccolto, presentandosi in prima persona, uno scarno 4,6%. Risultato, questo, superiore alla media nazionale del partito ma insoddisfacente rispetto alle aspettative. Vate del post-femminismo e del mondialismo si era anche impegnata a Pasqua dello scorso anno, quando portò due agnellini a Montecitorio, a diventare vegetariana entro la fine della legislatura. Noi ci fidiamo, per cui presumiamo sia vegetariana oggi. In realtà il vero Radical-Chic milanese è vegano, magari non praticante, ma comunque vegano.

La grande madre radical chic Emma Bonino ha, invece, più che doppiato, tramite il cattolico Tabacci, Laura che mai è riuscita ad eguagliarla come ipostasi.

Parlando di Grandi Madri non dimentichiamo che, laddove si erge l’omonima basilica all’ombra della Mole, +Europa ha addirittura superato l’11%, collegio Torino-01 vinto dal centrosinistra.

Un successo che ha destato meno clamore di quello della vicina Milano, probabilmente perché limitato a pochi quartieri illuminati.

Che dire di questi dati più unici che rari? Non è che certe élites guidano contromano? La sensazione che ho avuto, parlando con la gente, è stata proprio questa: guardare una macchina contromano in tangenziale il cui guidatore insulta chi va nella direzione “di massa”.

Il 90% dei miei amici ha votato +Europa, un 5% PD, il restante in ordine sparso (ebbene sì: viaggio, girato al contrario, sull’auto che va contromano). Mi sono, quindi, spesso confrontato sia sulle posizioni pre-elettorali, che in questa sede non sono particolarmente interessanti, sia su quelle post-elettorali, invece molto interessanti.

Invece di prendere atto della totale disfatta delle proprie posizioni e cercare di analizzare il punto di vista dell’85% dei concittadini ha prevalso una reazione rabbiosa, espressa soprattutto sui socials. Copio di seguito lo status di Facebook di una cara amica, persona molto simpatica, solare e allegra nella vita quotidiana, aggiungerei anche molto rispettosa del prossimo: «Menefreghisti, qualunquisti, fascisti, ignoranti, anti europeisti (ah no questo non sapete nemmeno cosa voglia dire). Bene, non parlatemi per almeno una settimana. Sono troppo schifata da tutto e tutti. E se volete eliminatemi da Facebook…tanto ormai è più vero un like che una stretta di mano».

È passata una settimana, le manderò questo articolo che mi ha direttamente ispirato.

La sua reazione al dilagare del “fascismo” non è un caso isolato, è la norma. Altri sostengono che il diritto di voto non dovrebbe essere garantito a tutti. Ovviamente dovrebbe votare solo chi è d’accordo con loro. Nel caso della Brexit, infatti, i Radical-Chic si sono lamentati che i vecchi avessero votato contro l’Europa per cui, secondo loro, dovrebbero avere maggiore forza di voto i giovani. Pochi mesi dopo, quando in Italia è stata bocciata la riforma costituzionale col referendum, gli stessi Radicals sostenevano che i giovani fossero dei cretini e che ci volessero certi studi o una certa età per poter votare.

È la democrazia del Trianon, la casa delle delizie di Maria Antonietta. Sorda all’urlo della popolazione francese, la Regina ebbe il celebre scambio di battute: “Maestà i cittadini non hanno pane!”, “Beh, è che mangino brioches”. Probabilmente questa fu una fake news ante-litteram creata ad arte dagli oppositori della Corte. Rappresentava, però, molto bene l’approccio autoreferenziale di una certa élite. I giardini di Versailles oggi sono quelli di Porta Venezia a Milano che separano il Quadrilatero-Corte della moda dalle aree più aspirazionali, ma comunque “avanguardiste”, quelle dei “famigli” rispetto ai  ricchi veri.

I dogmi ed i valori radical-chic sono oggi profondamente diversi da quelli delle vecchie élites (cattoliche) aristocratiche, anzi, li hanno soppiantati proprio a partire dalla rivoluzione francese.

Portando, addirittura, al cambiamento del paradigma cattolico stesso.

La dinamica sociologica oggi è, però, identica: stiamo assistendo ad una progressiva perdita di aderenza con la realtà, dopo continui successi raccolti nell’impostare una nuova visione del mondo ritagliata secondo i propri interessi. Questo non è un fenomeno solo italiano, coinvolge le più alte cariche politiche ed istituzionali del mondo occidentale. È, purtroppo per noi, una dinamica tipica delle società in declino. La Merkel nel 2014, a seguito degli eventi in Crimea, disse che Putin era fuori dalla realtà. Il leader russo non si scompose di una virgola e rimandò la critica indietro. Oggi abbiamo una Russia in crescita economica e militare, un’Ucraina al collasso, la Siria liberata dall’Isis, i democratici sconfitti negli USA, una Germania senza governo da mesi e, di conseguenza, una Merkel traballante che ha addirittura incoronato Berlusconi (fallendo) dopo averlo fatto fuori 7 anni fa. Quindi chi guidava contromano quattro anni fa rispetto allo Spirito del mondo? Chi era fuori dalla realtà?

+Europa va bene, dicono gli Italiani, ma, a quanto pare, questa Europa è stata percepita come un club di happy few dalla stragrande maggioranza dei cittadini che hanno, ancora, diritto di voto e di non-voto.

Le masse proletarie, che come ricchezza non hanno più neanche la prole, oggi non votano a sinistra. È incredibile il dato rilevato da un sondaggio secondo cui risulta che il 35% di quelli che votarono il Partito Comunista nel 1987 oggi votino Movimento 5 Stelle (primo partito per gli ex-comunisti) ed, addirittura, il 9% Lega.

Probabilmente, anziché sentirsi illuminati rispetto al resto del paese e compiaciuti della propria diversa cifra politica, si dovrebbe uscire da Versailles e fare quattro passi nelle periferie per capire davvero come va il mondo. Ne trarrebbe giovamento l’intera collettività da una ricomposizione sociale tra élite e “gli altri”.

 

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