Famiglia tradizionale e Millennial: una generazione figlia di genitori separati

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16 Marzo 2019
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Da giorni e giorni si parla di famiglia tradizionale, congressi, valori antichi, valori sfigati. Queste cose le vengo a sapere di rimbalzo, le apprendo dai social, dai quotidiani, da Blob, dal chiacchiericcio che ho intorno. Sono certo che siano polemiche fuffa, tanto per tirare avanti il carrozzone anche questa settimana. Ma la nostra nevrosi da figli sbilenchi rimarrà per sempre.

La destra si riunisce per un congresso sulla famiglia tradizionale. Qualche leghista ci va, sai che novità. Dovrei essere scandalizzato? Se penso a me, a uno della mia generazione, a cosa credo che sia una famiglia…che cosa mi resta in mano?

Sono nato negli anni Ottanta, millennial pieno, e come la maggior parte dei miei amici sono figlio di genitori separati. E stato un trauma? Sì. Ma se fossi nato negli anni Quaranta sarei stato semplicemente figlio di genitori infelici, perché all’epoca ci si separava molto meno, però sarei cresciuto all’interno della “famiglia tradizionale”. La chiamano così, ma non so cosa sia nemmeno quella. Di quale tradizione parliamo? Quella cattolica? Quella patriarcale? Ormai è fuori moda. Quella italiana? Uno stereotipo.

La famiglia nel nostro Paese è un’istituzione culturale. Eppure non è mai stata più liquida di oggi. Non ci si può fare niente, sono i tempi che cambiano. Io se mi immagino il futuro vedo solo unioni civili, pochi matrimoni in chiesa, tanti divorzi, pochi figli. Questo dicono i trend della nostra fase storica.

Ma andiamo dall’altro lato. La Cirinnà in strada col cartello “dio patria famiglia che vita di merda” è altrettanto anacronistica. Sembrano rimasugli dei cortei degli anni ’70. Se penso a un motivo decente per scendere in strada con un cartello non lo trovo neanche dopo un ora. Mi vergognerei tantissimo a fare un gesto simile. La prima cosa che mi manda in crisi è cosa scrivere sul cartello. Cos’è che mi può spingere a scendere le scale di casa, andare in una piazza assieme ad altre migliaia di persone che urlano, con un cartello a manifestare?

Gli idilli della famiglia tradizionale

Non certo la famiglia tradizionale, la sua difesa, la sua condanna. La famiglia per quanto mi riguarda è la prima istituzione con cui ti confronti, la prima che combatti, la prima da cui ti devi emancipare. Se hai molto culo, la prima che ti ama. Ma, ripeto, serve molto culo.

Lavoro in scuole in cui i bambini sono prevalentemente figli di separati. Non ho ancora figli di genitori omessuali ma ho bambini che guardano Modern Family (vera appendice della contemporaneità famigliare, tra coppie gay, separati, adolescenti etc).

Per i figli dei gay è solo questione di tempo, arriveranno. Gianna Nannini ha una figlia con un’altra donna e un sacco di altri vip l’hanno imitata. Entro dieci anni sarà un costume anche dei comuni mortali, appena la pratica sarà meno costosa. Invocare la tradizione è come svuotare l’oceano con paletta e secchiello. Il cambiamento è già avvenuto.

A scuola vedo un sacco di mamme quarantenni che hanno fatto l’inseminazione artificiale e degli splendidi bambini. Se avessimo usato solo i metodi tradizionali quei ragazzini non sarebbero nati e se vogliamo rifarci alle leggi non scritte, al significato metaforico di questa mancata inseminazione tradizionale, allora accendiamo un cerino per l’uomo non fecondo. Sei sterile? A che servi…Ah, ps, sono in forte aumento.

Infertilità alle stelle, palle vizze, uteri incasinati. In copertina di Time o qualche altro magazine serio c’è un ragazzino transgender. Ai miei tempi lo avrebbero portato alla depressione o al suicidio chiamandolo ricchione, oggi è sulla cover dei magazine culturali più importanti del mondo. I famigliatradizionalisti sono un po’ come i nostalgici del passato a tutti costi, del si stava meglio quando si stava peggio, che è una cazzata apocalittica.

Tra qualche anno sarà normale fidanzarsi con un trans, o poter avere un figlio a sessant’anni con una lesbica usando l’utero in affitto di una giovane donna di colore. Nessuno si scandalizzerà più. E le sale del congresso saranno dimenticate, non se le ricorderà nessuno. Sapete quale è il casino?

Non basterà questo cambiamento verso lo stato liquido-gassoso, solo in apparenza più libero del granitico status tradizionalista; non basteranno queste forme ibride di famiglia a liberarci dai vincoli familiari, dai vincoli di sangue. Quelli sì, che sono l’unica tradizione che rimane.

Scazzare col padre, esserci in sfida perenne, subire la madre e cercare donne come lei e fare disastri, poi imitare i modelli che prendi nei primi anni di vita in cui i tuoi genitori sono fuori di testa e alle prese con le loro prime crisi matrimoniali o post parto e quindi incapaci di curarsi bene di te.

Se al congresso ti dessero delle istruzioni per l’uso su come affrontare la famiglia, tradizionale o rivoluzionaria, giusta o sbagliata, sfigata o strafiga, allora forse avrebbe senso andarci. Altrimenti state pure a casa a guardare Game of Thrones.

Anzi, consiglio personale: leggete Metagenealogia di Jodorowsky.

Quello sì che sulla famiglia vi aprirà gli occhi. Se volete qualcosa di meno esoterico: Furore di Steinbeck, il più bel libro sulla famiglia di sempre.

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