Per i Millennial il cinema, inteso come sala magica, non è affatto morto

Avatar
5 Novembre 2019
97 Visualizzazioni

Noi millennial siamo una generazione che divora insaziabilmente ogni tipo di film su ogni tipo di device. Ma è un piacere momentaneo: dopo poco l’effetto svanisce. Mentre il cinema è eterno.

Le sale cinematografiche sono un pilastro culturale del ‘900 che ha resistito fino ai giorni nostri. Sono il punto di contatto più puro tra il regista e il suo pubblico. In un mondo che si è evoluto, il fascino di andare al cinema è rimasto lo stesso , e accomuna noi giovani di oggi e i giovani degli anni passati.

Andare in sala come user experience

Preferiamo i cinema multiplex, con una vasta scelta di titoli e con molti servizi che con il cinema non c’entrano niente, ma che ad esso vengono spontaneamente associati (come ristorante, pizzeria, bar, sala giochi, e chi più ne ha meglio ancora).

Si considera la visione di un film al cinema come un momento di socialità, svago ma soprattutto evasione dalla quotidianità.

Siccome dobbiamo pensare tutti i giorni alla nostra vita, vale la pena conoscere una storia nuova. Magari quella di un cane, di Joker, o persino di un Danny Torrance con la “luccicanza” negli occhi.

Si spengono le luci. Nell’oscurità ci sei anche tu, catapultato in una storia che non conosci ancora. Cerchi di captare ogni parola, ogni significato intrinseco e ogni dettaglio del film appena iniziato. Stai concentrato e in silenzio, lì seduto sulla tua comoda poltrona 6 fila F.

Parallelamente allo svolgimento della narrazione ci arrendiamo a condividere l’ossigeno nella sala con delle teste sconosciute che chiacchierano, si commuovono, ridacchiano, ruminano patatine o popcorn unti e bisunti.

Proprio i sospiri meravigliati, le risate rumorose, o le urla di spavento rappresentano il senso di condivisione con uno dei pochi svaghi culturali che hanno resistito con il passare del tempo fino a noi, e che resisteranno si spera per sempre.

Al cinema bisogna riservare un determinato momento che non sempre coincide con tutti i nostri impegni, perciò molte volte rimandiamo.

C’è chi se lo ritaglia ancora volentieri, il tempo per una proiezione, e pensate che i giorni più gettonati per il 46,1% dei millennial intervistati, sono infrasettimanali.

Il 41,5% preferisce il weekend, mentre circa un quarto del campione intensifica la visione durante le feste comandate.

Un’indagine svolta su un campione di 2045 tra i 20 e i 34 anni afferma invece che il 46,4% considera il costo del biglietto troppo alto. Aspetto limitante per chi vorrebbe viversi l’atmosfera patinata dei film un po’ più spesso.

Fino ai titoli di coda?

Il film non termina certo con i titoli di coda, quando si riaccendono le luci e noi usciamo dalla sala, ce lo portiamo dietro. Insito nella narrazione troviamo un punto di vista sulla vita, e ripensiamo alle scene con l’ebbrezza di averle quasi vissute.

La vera unicità del cinema è che possiamo far parte di ogni storia, banale o inconsueta, noiosa o avvincente che sia.

Leggi anche: