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Ecco perché il villaggio di Bulambuli, in Uganda, è la nuova Silicon Valley

Daniele Franchi
21 Luglio 2020
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Mentre le aziende italiane stanno vivendo una crisi economica e tagliano dove possono, lasciando a casa le donne e annullando gli investimenti pubblicitari, il villaggio di Bulambuli in Uganda è la nuova Silicon Valley.

 

Steve Jobs che nonostante la crisi finanziaria del 2007 fatturava miliardi disse:

“investire (in pubblicità n.b.) in tempi di crisi è come mettere le ali mentre tutti cadono”.

 

In questo mondo fatato di start-up unicorno, a raccogliere le parole di Steve e a prendere il volo è stata una piccola comunità ugandese. Per farlo sono stati mobilitati anche gli artisti del posto e i loro rapper ci insegnano come far piovere il denaro dal cielo senza riti sincretici o ak47 ma con tanta tanta simpatia.

 

Stufo del pezzo simil reggaetton con le tipe in bikini?

Questo è il video musicale più bello dell’estate!

Sei stufo delle pubblicità melense sulla ripartenza?

Questa è la pubblicità più divertente dell’anno!

Sei stufo di federe bambini con le mosche attorno che chiedono i tuoi soldi?

Questa è la richiesta di aiuto più gioiosa che ci sia.

 

 

Ecco questo video non è una canzone e non è una classica pubblicità sulla beneficienza è semplicemente una simpatica, geniale, richiesta di aiuto.

Il tarantino ugandese, Isaac Nabwana, contatto da un’importante agenzia pubblicitaria di Londra, ha creato questo spettacolo comico; dai colori, ai soldi disegnati su carta fino ai calici di plastica è tutto perfetto.

 

“Money makes money” se hai i soldi puoi fare ancora più soldi questo è il motto di molti businessman in giacca e cravatta e ora anche dei coltivatori di banane in africa. Un grido di aiuto solare e paradossale.

 

Tutti nel video si stavano divertendo veramente, anche i bambini “sfruttati”.

In Italia e all’estero molti rapper Millennial si divertono ad esaltare e glorificare la violenza e lo spaccio; l’Uganda nel frattempo si sta preparando ad un post-Covid pieno di giovani che lasceranno la scuola per cercare, disperatamente, di portare del cibo a casa.

 

Gli artisti occidentali affittano auto costose e indossano scarpe fatte da bambini oltreoceano per i loro videoclip, in Africa qualcuno li imita, qualcun altro ne fa una satira. Ecco così che la comunità di Bulambuli si è ritrovata a costruire auto ed elicotteri di cartone pur di ricevere attenzione e ci auguriamo anche dei finanziamenti.

 

Se credete che la comicità meriti di essere ricompensata potete effettuare una piccola donazione per beneficienza qui.

 

Aiuterete i Millennial ugandesi e le loro attività, loro la pensione dei Boomer non ce l’hanno. Aiuterete molti ragazzi a non lasciare la scuola in Uganda.

Aiuterete voi stessi, facendo capire al mondo della comunicazione che non volete vedere pubblicità strappalacrime in TV che vi facciano sentire in colpa ma che esistono modi seri e simpatici di trattare situazioni drammatiche.

Aiuterete le aziende italiane a capire che per ripartire, non basta ripetere “dobbiamo ripartire” perché tra il dire e il fare c’è il mare che ci separa dall’Africa.

 

Se ti sono piaciuti gli artisti, ecco i loro nomi: Mc Yallah, Byg Ben Sukuya e Jora Mc.

 

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