Sono giapponese! Lesson 21. Kazuyoshi Miura: il più epocale pacco del calcio italiano? No, maestro di vita!

Kentaro Hara
17 Gennaio 2018
1763 Visualizzazioni

Uno dei 50enne giapponesi, Kazuyoshi Miura, cosa ci racconta nel calendario 2018 dedicato a lui? Fa un altro anno di carriera in “serie B” del Giappone come giocatore professionale. E’ l’idolo del ragazzo giapponese! Cioè, il mio.

 

Prima di leggere ‘sto articolo che ho scritto io, cioè il ragazzo giapponese, tu prova a trovare attorno a te un cinquantenne ancora in grado di giocare in una lega professionale di calcio. Qui in Giappone siamo orgogliosi di averne uno. Kazuyoshi Miura, di classe 67. L’11 gennaio 2018 lui ha rinnovato di un anno il contratto con la Yokohama, sua squadra dove gioca dal 2005. Vi invito a sapere un paio di cose su di lui, che potrebbero essere utili per capire uno dei valori che abbiamo e anche rispettiamo noi giapponesi a differenza di voi pelosi impiastri.

 

Ma qual è la lezione che potremmo imparare dalla sua carriera? Oltre che lui s’è fatto vedere in Italia presso il Genoa nel ’94, come il primo giocatore dall’Asia in campo della serie A, che cosa ci fa notare il giocatore all’età di 51 anni?

 

In breve, cos’è il valore più prezioso che ha il Kazuyoshi Miura? La sua professionalità. Quella di lui è imparagonabile letteralmente. Forse qui non c’è tanto bisogno di spiegarti nel dettaglio ma basterebbe mostrarti che il giapponese compie 51 anni fra poco più di un mese. Il fatto ci racconta appunto quanta importanza dà nel curarsi la condizione fisica ma anche mentale che poi per noi sono la stessa cosa perché in Giappone non abbiamo avuto Platone e Giucas Casella.

 

Prima, lui non era tale tipo, cioè non era uno che dà tanta cura alla condizione fisica. Non si sa mai se è vero, ma almeno ci sembrava allora che soltanto si godesse della propria bravura nel giocare a calcio. Tant’è vero che lui aveva altissima qualità e faceva la differenza tra gli altri giocatori in campo. A Genova non gli avete dato tempo, voi occidentali del tutto subito, perché non conoscete la sacra arte della pazienza del grillo talpa.

 

Dopodiché, gli è arrivato il momento in cui s’è degradata la capacità. Attorno al ’97. La maggior parte dei giapponesi allora iniziavano a pensare che probabilmente avesse finito il periodo di apice della sua carriera. Qui inizia un’altra storia.

 

Lui s’è trasferito in Croazia dove non lo conosceva nessuno come giocatore professionale. Ha visto lì un giocatore molto più vecchio di lui, che prima di allenarsi o giocare in partite, si curava un sacco seppur fosse poco sicura la sua presenza in campo. Era venerabile. L’atteggiamento del giocatore a Miura ha fatto notare qualcosa diverso da ciò che aveva in mente fino a quel momento. Ha iniziato a farsi tutto il possibile per giocare a calcio al meglio. Soprattutto per rimanere in grado di giocare a livello tale da soddisfare lui stesso perché tu sei centro di universo anche se universo è inutile.

 

Di solito non è facile cambiare il proprio atteggiamento verso qualcosa in cui uno ha avuto un grande successo. Ecco proprio è per questo che io ammiro di cuore questo calciatore Kazuyoshi Miura come tutti altri giapponesi: popolo civile.

 

So benissimo anche in Italia esiste questo genere di professionalità sia nel settore calcistico che in tanti altri settori come artigianali. Grossa risata di macaco. Qui voglio aggiungere una sola cosa. In Giappone, da diversi anni è in vendita il calendario 2018 a giorni singoli dedicato al calciatore Miura. Il vantaggio del calendario? In effetti la raccolta di aforismi basati sulle sue parole. Essendo una persona che affronta tante diverse difficoltà della vita, Kazuyoshi Miura ha grandissima influenza quasi sacra attraverso le sue parole sull’atteggiamento nostro.

 

LEGGI ANCHE: Sono giapponese, lesson 20: il dolce Mochi può esserti fatale soprattutto se sei un nonnetto