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La tecnologia anti invecchiamento sta funzionando?

20 Maggio 2022
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La fonte dell’eterna giovinezza, la pietra filosofale, capace di trasformare i metalli in oro e creare l’elisir della giovinezza. Fin dall’antichità l’uomo ha sempre creato miti e leggende per esorcizzare la morte, creando un mondo dove l’invecchiamento non esiste. Oggi, al contrario, le formule anti-aging e la tecnologia contro il naturale deterioramento del corpo sembrano essere più vicine che mai.

I miliardari ci stanno credendo (e anche parecchio): lo scorso settembre Jeff Bezos, il fondatore di Amazon, ha investito ingenti somme in Altos Labs, una società che si occupa  di riprogrammazione biologica. “Riprogrammazione” è il termine scientifico che indica il ringiovanimento delle cellule. E Bezos non è il solo. Brian Armstrong, co-fondatore e CEO di Coinbase, ha recentemente investito in una società che lavora per estendere radicalmente la durata della salute umana utilizzando terapie di riprogrammazione epigenetica. Le domande sono due, e una è vecchia come le leggende che l’hanno preceduta: funzionerà? E la seconda: perché i miliardari investono così tanto? 

Sviluppare un Longevity Mindset

Per la prima non c’è (ancora) una risposta. Le tecnologie sono ancora in fase sperimentale ed è ancora troppo presto per vedere i risultati. Una cosa però è certa, il settore dell’anti-aging è destinato a crescere e riceverà nei prossimi anni ulteriori investimenti. Secondo quanto riportato su Fastcompanyl’industria anti-invecchiamento dovrebbe crescere fino a superare i 64 miliardi di dollari entro il 2026, con un aumento del 45% rispetto al valore del 2020 (44 miliardi di dollari). Viste le somme, le aspettative restano alte.

Sulle ragioni che spingono i miliardari a investire la testata ha un’altra risposta: per il giornalista Peter Diamandis, Jeff Bezos & Co. utilizzano un approccio che prende il nome di Longevity Mindset. Cresciamo con la certezza che il corpo invecchia, che l’aspettativa di vita media si aggira intorno agli 80 anni e che, infine, un giorno moriremo. Perché così è. Il Longevity Mindset crede però il contrario, non alla pari di una teoria cospirazionista, niente affatto. Sostiene che la linea crescita-invecchiamento-morte esista ma che, con le giuste tecnologie, possa essere interrotta. 

“Se sembra scioccante, non siete i soli. Per anni, gli scienziati che sostenevano il Longevity Mindset sono stati evitati e, di conseguenza, non sono stati presentati studi sulla longevità per paura di perdere finanziamenti”, spiega Diamandis. 

Come cambiare approccio

Sotto questa “filosofia” l’invecchiamento viene considerato al pari di una malattia: “Una malattia che molte delle persone più potenti del pianeta credono possa essere rallentata, fermata e persino invertita”, prosegue il giornalista. Mentre aspettiamo che gli studi portino a una conclusione possiamo fare qualcosa? Sì, possiamo cambiare approccio e abbracciare una visione più in linea con il Longevity Mindset, per farlo bastano pochi semplici accorgimenti: 

  1. Credere nel futuro: da un lato ci sono le persone che vedono i 75 anni come un limite, dall’altro ci sono quelle che li vedono come parte di una malattia, l’invecchiamento, che può essere curata. Scegliere da che parte guardarla spetta a te.
  2. Comunità: La nostra cerchia di relazioni sociali influenza il nostro modo di pensare. Ti circondi di persone che sono costantemente preoccupate dall’idea della morte oppure che hanno una visione ottimistica del futuro?
  3. Esercizio fisico: l’attività fisica, soprattutto quella che aumenta la massa muscolare, è fondamentale per la longevità del corpo, quante volte ti alleni a settimana?
  4. Dieta: siamo ciò che mangiamo, i nutrimenti che ingeriamo vanno a costruire il nostro corpo e la nostra mente. Scegli una dieta ricca di grassi e zuccheri oppure hai un’alimentazione equilibrata?

La tecnologia va veloce, accelerando un cambiamento già in corso: “Sarai pronto quando si presenterà?”.

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