6 imprese dementi da aprire in Alta Valtellina

The Millennialist
16 Ottobre 2017
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Avere 65 mila euro a fondo perduto per aprire un’impresa in Alta Valtellina. L’occasione è ghiotta per buttarsi in qualcosa di molto, molto più demenzial chic!

Con il bando Intraprendo, Regione Lombardia mette a disposizione, a fondo perduto, una quota riservata a soggetti con sede nell’Alta Valtellina individuata come Area Interna (area fragile del territorio nazionale) per un contributo fino a 65.000 euro. Ma che attività potremmo proporre per avere concrete possibilità di ottenere questo contributo?

Lasciamo perdere subito la ditta di manutenzione viaria ché in Alta Valtellina le strade, e neanche molte, si asfaltano solo ogni due anni quando il Giro passa dal Mortirolo, e pensiamo a qualcosa che possa sfruttare le peculiarità del territorio prendendo anche qualche spunto dl web.

  1. Biglietti augurali su patata. Con l’affermarsi dei nuovi social media gli auguri, ormai, si scambiano sempre più spesso in modalità digitale.
    Per gli irriducibili che ancora preferiscono affidarsi a metodi che lascino un ricordo nel tempo ma che comunque non vogliono limitarsi al solito bigliettino cartaceo l’alternativa è affidarsi al messaggio su patata. Nel nostro caso rigorosamente blu di Valtellina.
  2. Caseificio creativo. L’intera Alta Valtellina brulica di caseifici: tutti offrono, indubbiamente, produzioni di ottima qualità ma presentate sempre sottoforma di forma. Con il caseificio artistico, invece, si propongono alla clientela vere e proprie statue di formaggio che doneranno un tocco artistico al solito buffet grazie all’effige degli sposi o del catecumeno intagliate nelle forme di Bitto.
  3. Scuola per assaggiatore di formaggio. Alla fine del percorso di studi i partecipanti avranno il colesterolo stabilmente sopra 300 ma sapranno distinguere, da Valtellinesi DOC, che erba ha mangiato la mucca con il cui latte è stato prodotto il formaggio per poter poi affermare senz’ombra di dubbio di fronte ai commensali stupiti: «Ma…è quello della Lola!».
  4. Affitto di polli. In questo periodo l’agricoltura urbana è un hobby in costante diffusione. Balconi e terrazze di città pullalano di piante aromatiche e di ortaggi di ogni tipo:che soddisfazione mangiare l’insalatina prodotta sul balcone di casa! Non sarebbe bello accompagnarala con un ovetto della medesima provenienza, dalla bontà e rusticità uniche? Da qui nasce la necessità di un’azienda che offra in affitto gallina e materiale necessario di cui prendersi cura anche magari solo per un periodo di prova. Al limite se la gallina nondovesse produrre uova la si potrà restituire o portare al guinzaglio come già insegnava Gigi Meroni.
  5. Bresaolificio biovegano. La Bresaola Valtellina è un simbolo ma, ahimè, questa eccellenza del territorio, contrasta con i dettami del veganesimo più che della dieta, vera e propria filosofia di vita, abbracciata da un numero sempre crescente di persone. Perché quindi non pensare al Bresaolificio Biovegano dove produrre una versione etica di questa prelibatezza con soia proveniente al 100% da piantagioni strappate alla foresta pluviale Argentina?
  6. Coltivazione di Psilocybe montana. L’Alta Valtellina terra è da sempre terra di funghi allora perché non dedicarsi alla coltura dei funghetti magici?? Secondo autorevoli studi sarebbero a piccole dosi un efficace antidepressivo. A dosi più alte si potranno vedere, come Heidi, le caprette fare ciao prima di diventare violini. La neve bianca che sembra un mare di zucchero meglio lasciarla stare per non ritrovarsi l’agente Peña alle calcagna…

Teo Rho

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