I millennial sono più ricchi oggi? No, sono Qui Quo Qua davanti al boomer zio Paperone

Giacomo Zamboni 12 Giugno 2021
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L’impatto della pandemia da covid-19 sulla ricchezza delle famiglie italiane non è stata uguale per tutti. E i millennial più ricchi non sono paragonabili a i paperoni boomer.

Chi opera nei settori ristorazione, turismo, commercio al dettaglio ha dovuto attingere al tesoretto di risparmi messo da parte negli anni per far fronte alla contrazione del reddito.

I nuclei famigliari meno colpiti, invece, pensiamo a un’ampia fetta di lavoratori dipendenti pubblici o privati, ha addirittura incrementato i propri risparmi a causa del crollo dei propri consumi,

Lo dice la Banca d’Italia

Questa fotografia in chiaroscuro l’ha scattata Ignazio Visco, governatore di Banca d’Italia, che lo scorso 31 maggio ha presentato la relazione annuale sul 2020.

La ricchezza finanziaria degli italiani, grazie al buon andamento dei mercati e al forte incremento del risparmio, si è attestata a 4.777 mld di euro, più 332 miliardi nel 2020, l’anno maledetto del covid, rispetto all’anno precedente.

Questa fortuna, che corrisponde a quasi 3 volte il Pil nazionale, non è equamente distribuita. Nonni e genitori detengono la maggior parte della ricchezza a scapito dei millennial. Fenomeno del resto non solo italiano, ma ben radicato in tutto il mondo occidentale.

Il report di VisualCapitalist sugli USA

Negli ultimi 30 anni le generazioni più anziane hanno accumulato una ricchezza maggiore rispetto ai più giovani. L’aveva ben spiegato un report di qualche mese fa redatto da VisualCapitalist che si era focalizzato principalmente sulla popolazione americana.

Era risultato che i veri paperoni sono i baby boomer (individui tra i 56 e i 74 anni) che posseggono più della metà della ricchezza delle famiglie statunitensi. Con 59 mila miliardi di dollari (834.270 a persona per 71,2 milioni di soggetti) questa generazione supera di 10 volte la ricchezza dei millennial.

Con la generazione X (tra i 40 -55) c’è un drastico calo della ricchezza complessiva. Questa passa infatti a 28,6 mila miliardi. Se poi si pensa che gli individui che appartengono a questa categoria sono 65 milioni si nota come il patrimonio singolo arrivi a 440mila.

Qui Quo Qua contro Zio Paperone

E infine fanalino di coda ci sono i nipotini millennial, gli sfortunati Qui Quo Qua, che dispongono di 5 mila miliardi di dollari per 72,6 milioni di soggetti. La loro ricchezza personale scende ulteriormente a 69mila.

Come si è visto dai dati fra le varie generazioni c’è veramente un divario enorme di ricchezza. Ma non è stato sempre così.

È dai primi anni 2000 che l’equilibrio si è rotto: i salari appannaggio delle generazioni attive si sono generalmente bloccati; a crescere sono state le borse dove hanno investito chi deteneva i risparmi, ossia le generazioni più anziane che hanno beneficiato della crescita di azioni, obbligazioni e fondi comune di investimento.

Ai nipotini millennial non resta dunque che attendere: si stima che negli USA questa categoria erediterà intorno ai 68mila miliardi di dollari entro il 2030 dai baby boomer.

E la generazione Z? Per loro in Occidente la situazione sarà ancora più difficile rispetto alle precedenti generazioni. Nel nostro mondo riuscire ad accumulare ricchezza è ormai un’ardua impresa. Non resterà che raccogliere le briciole lasciate da genitori e fratelli maggiori.

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