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I segreti per farsi notare dalla gen Z su TikTok

25 Luglio 2021
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Se la tua azienda vuole arrivare ai giovani deve smetterla di stampare le brochure e pubblicizzarsi su TikTok. Sveglia!

Questo non perché la gen Z è attenta all’ambiente e vuole evitare inutili sprechi di carta, sia chiaro. L’attenzione verso un pubblico giovane è fondamentale per la sopravvivenza di un editore e di un’azienda. Mi dispiace deludervi ma riciclare le strategie attuate per noi millennial con loro non funzionerà, pensate di risparmiare ma state buttando soldi.

Anche se per voi, millennial e gen Z, sono solo giovani attaccati ai telefonini tra noi c’è un abisso. Le loro abitudini sono diverse, i prodotti che usano sono diversi, e sono fieri di questa diversità.

Se perdi l’opportunità di conoscere e fidelizzare la generazione Z ora poi dovrai rincorrerla, con spese enormi, fra 10 anni.

Il mondo corre, Bolt smette e la Gen Z? Fulminea

Il 57% della generazione Z approccia le notizie in primo luogo sui social media. Brie D’Elia, 20 anni, studentessa di moda che sta costruendo il suo marchio personale su TikTok, ammette di cercare le notizie su TikTok e le vuole subito, pronte da mangiare, cibo in scatola per il microonde. Vuole vedere quale è la notizia, gli hashtag collegati e soprattutto ci tiene a sapere cosa pensano le persone.

Pubblicare la notizia su Facebook sperando in qualche boomer arrabbiato che commenti criticando l’articolo non ti aiuterà a conquistare la gen Z (capito TheMillennial?).  I social devono essere al centro della vostra comunicazione, i contenuti basati e costruiti su quella piattaforma. Non giri un telegiornale per mettere le immagini sulla copia fisica del Messaggero. Il medium è il messaggio.

Usa i video se possibile e soprattutto comunica (ahimè) rapidamente. La loro soglia dell’attenzione è tanto bassa quanto la loro età.

Ma sono come i millennial?

No. I millennial sono cresciuti con i social media, la gen Z è cresciuta con i video dei social media.

Nick Cicero, vicepresidente Strategia, Conviva

Esempi? Dave Jorghenson, produttore di video per il Washington Post, crea contenuti per la piattaforma dal 2019. I suoi video spesso stravaganti e su misura per TikTok hanno aiutato l’editore a raggiungere 1 milione di follower e 40 milioni di Mi piace sulla piattaforma. Usa TikTok come uno strumento per costruire relazioni con i lettori più giovani.

Dovrai parlare spesso del cambiamento climatico e di problematiche sociali. Mostra attenzione ai temi a loro cari, che ci riguardano tutti, basta parlare di omicidi o di stragi famigliari, bisogna pensare più in grande. Cinismo? Preferiscono omicidi che convolvono minoranze o quello che perpetuano i boomer contro il pianeta terra e le sue specie.

I problemi stanno diventando troppo rilevanti. Non puoi ignorarlo.

Il consiglio?

Utilizza rubriche speciali o crea progetti paralleli destinati a loro. Nulla vieta che quella che oggi è una rubrica o un prodotto del tuo shop domani, con un pubblico più maturo ed economicamente indipendente, diventi un vero e proprio marchio che cammina con le sue gambe.

La gen Z non teme la pubblicità, è cresciuta con video di youtuber e tiktokker abituati a promuovere i loro prodotti nei propri canali. Noi millennial vediamo ancora la pubblicità come quella che interrompeva i nostri film in tv. Una pubblicità spesso che puzzava di vecchio e indirizzata, ovviamente, ai boomer.

Presenta i prodotti nei tuoi contenuti, se sono prodotti interessanti, loro lo apprezzeranno. È tramite le loro scelte di acquisto che vogliono distinguersi.

Ricapitolando dalla A alla Gen Z

Non importa che tu sia un’azienda o un editore. Entrambi, nel 2021, sono divenuti produttori di contenuti e la forbice, specie sui social, si stringe. Per questo conoscere il pubblico per saper fornire un prodotto di qualità e di loro interesse è vitale. I casi di marchi che sono riusciti a comunicare nel modo giusto ai giovani ci sono, fa che il tuo sia il prossimo.

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