Librerie che chiudono: Amazon è davvero il Male Assoluto?

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16 Gennaio 2020
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Perché mi dà il nervoso l’articolo piagnisteo di Repubblica che annuncia la chiusura dell’ennesima libreria storica a Torino? Sempre ‘sti toni di pesantezza, di cupezza per le librerie che chiudono. «Hai sentito? Ha chiuso un’altra libreria». E a dirlo son persone che l’ultimo libro che hanno letto era un giallo in omaggio col quotidiano al mare.

Non è che chiudono tutte le librerie, chiudono alcune. Fino a che sparisce una Feltrinelli posso dire: chi se ne frega. Sono dei supermercati del libro in cui trovi solo la solita cerchia massonica di autori. Posti in cui ti ingolfano di strunzate e letteratura mielosa stile Murakami e tutto quel filone di robaccia.

I commercianti si lamentano: è colpa di Amazon. Vero. Su Amazon fai clic e il giorno dopo, gratis, hai un libro in mano. In libreria non hanno mai niente e quando ordini un libro ti dicono: mi arriva tra dieci giorni. Ciao. Dal punto di vista del consumatore non c’è storia. Quindi questo tipo di usufrutto delle librerie determina che non esisteranno più le librerie supermercato. Basta. Andate. Accettiamo è il progresso. Del resto quanti mestieri sono spariti o cambiati? 

Perché comprare libri online

Io compro libri online, oltre che su Amazon, su Eabay, Etsy, AbeBooks, sui siti degli editori. E trovo volumi come le vite dei Santi, gli atti di un convegno colombiano del 1965 a Bobbio, le prime edizioni di Faulkner, romanzi pubblicati da editori minori e poi spariti. Libri introvabili, conservati e spediti con destrezza da piccole librerie in piccole cittadine sperdute che non temono crisi. Poiché hanno tesori che potrebbero avere solo loro.

Proliferano le librerie esoteriche (quella di Milano ad esempio è un tempio, non chiuderà tanto facilmente), le librerie specializzate nell’alto medioevo, persino le librerie militari. Dicevano che sarebbero morte anche delle edicole ed è vero, ma anche lì… io compro su Edicola518 che è un piccolo chiosco nel centro di Perugia con le fanzine e le riviste di fotografia più fighe che si sono in giro. Il chiosco è a Perugia ma la vetrina è su Instagram. Hanno un account che ti fa venire voglia di comprare tutto. Da Purple Magazine alle riviste più introvabili.

Come può sopravvivere una libreria al tempo di Amazon?

Oggi la libreria deve avere un mini reparto spedizioni per gli ordini online, uno store su eBay, AbeBooks etc, un webshop, una persona che cura il sito e risponde alle e-mail in tempo reale, oltre ad accollarsi spedizioni e imballamenti. Certo se devo comprare il romanzo primo in classifica, ormai lo trovo all’Esselunga, quindi la storica libreria torinese cosa ha da offrirmi?

Librerie che chiudono, mondi nuovi che si aprono

Stiamo vivendo un cambiamento epocale di supporti e forme di intrattenimento. Il mercato sta cambiando, l’offerta però non è mai stata così ricca. Non mi va di stare a frignare perché la gente non legge. Se non legge cazzi suoi. Io i miei cento libri l’anno minimo li butto giù. E se solo in Italia se ne stampano 70mila l’anno vuol dire che anche qualcun altro legge quanto me, se non di più. Ho un sacco di amici che leggono ai miei stessi ritmi. Ho amici che si svegliano la mattina prima dei figli perché almeno possono leggere in silenzio. Non sono persone migliori di quelle che non leggono, semplicemente gli piace leggere. Non rendiamo tutto una menata simbolica. Dicono che i ragazzini non leggono. Cosa devo fare? Piangere? Pensare che il mondo andrà a rotoli perché a uno nato nel 2002 non gliene frega niente di Kafka? Ci sta. Sarà intrippato con la trap, Tik Tok e quelle caxxate. Ma vedrete che se è uno che “cerca” prima o poi al libro ci arriva.

Certo non ci sono solo i libri. Ormai è cultura anche Vimeo, Pinterest, Youtube, Netflix, Spotify. Ed è tutta roba nel cloud, eterea, online, invisibile. I nostri tempi di attenzione sono distrutti e chi ce l’ha la costanza di star fermo con un libro in mano? Ma anche lì… vedrai che se è il libro giusto ci stai.

Quindi cosa vogliamo fare?

La frignatina perché chiudono le librerie? Signori è già successo, siamo già oltre, il presente ci chiede solo di accettarlo. In qualche modo si farà no? Io a quasi 40 anni avevo un lavoro che non esisteva più e l’ho perso. Mi son dovuto reinventare completamente e ora ne ho trovato un altro. A volte si deve cambiare. Tocca a me, tocca ai librai, è la vita. Le storie invece andranno sempre avanti.

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