Lino Banfi commissario Unesco: il colpo di genio di Giggino o’ millennial

22 gennaio 2019
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Cinque elementi da cui capiamo che l’operazione Lino Banfi commissario Unesco ha dietro uno staff di spin doctor

La domanda: qual è la differenza tra Lino Banfi commissario Unesco e Ronald Reagan, attore di film discutibili nominato presidente degli Stati Uniti? O Arnold Schwarzenegger, attore-culturista monosillabo nominato governatore della California?

La risposta, per i rappresentanti della generazione Y (millennial) non può che essere: nessuna, in effetti.

Il fattaccio commesso da Giggino o’ millennial rivela che (finalmente) gli spin doctor e i social media manager, dopo un lavoro eccellente con il pop divisionario in divisa Matteo Salvini si sono buttati su Di Maio, con una cura da cavallo. Il piano sembra ben strutturato perché:

1 Al governo c’è un partito fondato da un comico.

Trattasi di Beppe Grillo, fondatore del Movimento 5 stelle, partito di Gigi Di Maio, attualmente vicepresidente del consiglio. Lino Banfi commissario Unesco è perfetto: è un comico. Ed è pop, ma sdoganato dagli intellò. La coerenza è sempre un valore, anche se il suo vero nome è Pasquale Zagaria.

2 L’italia è una Repubblica fondata sul cibo.

Se la pizza è patrimonio dell’Unesco, l’asse Andria-Caserta non può che vincere. Almeno 10 ristoranti italiani su 100 hanno foto appese di Lino Banfi con il loro titolare. Un po’ come (almeno) 10 italiani su 100 hanno un selfie con Salvini a qualche fiera o sagra. Vicinanza è la parola chiave ai tempi del reddito di cittadinanza.

3 La generazione X associa Lino Banfi a torride sessioni di masturbazione notturna negli anni 80.

Giggino o’ millennial aveva chiaramente un problema con la generazione X, con la quale, a differenza di Salvini, non era riuscito, finora, a trovare punti di contatto. Ma gli X, gli over 40, sono fondamentali quando mettono le X nel segreto dell’urna. E bisognava acchiapparli. È grazie a Edvige Fenech, sempre sul set di filmetti boccacceschi con Lino Banfi se gli X adolescenti hanno scoperto il sesso senza PornHub. Proteggere la storia (anche questa), sarà la missione di Lino Banfi commissario Unesco.

4 Lino Banfi è il nonno d’Italia, rassicurante e baby sitter.

È stato un satiro goffo e vernacolare (con l’Edwige). Poi si è cimentato in perdonabili ruoli drammatici. Ma è con Un medico in famiglia (1998) che è diventato il nonno d’Italia: un vecchio saggio, che ricompone le famiglie, fa da mangiare, aiuta tutti, cresce i nipotini, sdrammatizza tutti i conflitti. Come si fa a non amarlo?

5 Lino Banfi non ha mai firmato a favore di Cesare Battisti, patrimonio mondiale della criminalità.

Probabile che gli intellettuali radical chic non facciano un plissé, pur snobbando e irridendo nei salotti la scelta di Lino Banfi commissario Unesco. Un po’ perché Lino Banfi è sempre stato simpatico anche a loro, un po’ perché in questo momento è meglio star quieti, soprattutto se hai firmato petizioni pro Cesare Battisti.

Per ora dall’unità di crisi social network del governo è tutto. Si attende con ansia, dopo che si sarà sbloccato Twitter, l’intervento dei doctor su Beppe Conte, pugliese come Banfi ma assai più mesto. Ciao Lino, ciao Beppe, ciao Giggino. Buon lavoro!

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