Lista dei vip tirchi pubblicata dai rider? Anche i deboli sbagliano, diciamolo!

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26 Aprile 2019
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Io sarò sempre dalla parte dei deboli, ma quando la fanno fuori dal vaso va detto. Ho letto la storia dei rider che pubblicano la lista nera dei vip tirchi che non danno la mancia e devo dire che mi ha fatto davvero pena.

Da una parte posso trovare positivo un minimo istinto di rivolta al sistema di questi ragazzi che fanno un lavoro di merda, pagato pochissimo, senza diritti, ma al tempo stesso questa protesta non è altro che un piagnisteo adolescenziale e puerile. Proprio per i modi in cui è portata avanti.

Anzitutto nel nostro Paese non è obbligatorio dare la mancia. Non credo che solo i vip tirchi non la diano, ma solo loro vengono presi di mira dalla pagina Deliverance Milano, che pubblica una lista ambigua, con linguaggio seriamente minatorio e toni da BR. Il concetto è: voi che avete i soldi scuciteli, perché noi facciamo una vitaccia. Vero, siete (siamo) in fondo alla ruota del karma. Ma che c’entrano i vip? Cari driver è giusto che protestiate, ma non contro la gente che ha già tanti cazzi a cui pensare. Anche se sono vip.

Miseria e nobiltà

Sì, pure loro mi tocca difendere dalla vostra supponenza. Fossi in loro vi denuncerei per rompimento di palle. Ma fatevi i conti in tasca vostra senza moralizzare chi ha più soldi. Partite dal presupposto che chi è ricco abbia una qualche colpa, senza tenere conto delle sue peculiarità, magari dei pregi grazie ai quali si è fatto una posizione. Rovesciando la tesi, potremmo dire che i poveri sono tutti dei falliti o degli svogliati? No, cazzo. Ognuno è un caso a sé. Ma blaterare di blacklist, dai… Ho fatto il fattorino, ho pulito i cessi, consegnato volantini, smontato mobili, ho fatto il corriere, so cosa vuol dire farsi il culo e non guadagnare niente, ma questo è assistenzialismo, altro che il reddito di cittadinanza.

Vi lamentate di non avere tutele, assicurazioni, diritti. Vero! Fate casino col governo, coi sindacati, coi partiti politici. Andate a Bruxelles con le bici e occupate la piazza, scalate il Duomo di Milano e mettete uno striscione, sdraiatevi sui binari del tram in sciopero della fame, organizzatevi in gruppi compatti. Tutto, ma non potete pubblicare nomi di gente che minacciate di non so cosa, su una sfigata pagina FB che è un misto tra centro sociale okkupato, riferimenti culturali che al massimo ambiscono a Matrix e altre boiate.

Gli intellettuali portapizza

Chiaramente a chi piace questo atteggiamento? Agli intellettuali!!! Proprio loro, che non fanno un cazzo dalla mattina alla sera e pontificano negli editoriali entusiasmandosi per la ribellione che non possono permettersi di esercitare per tutelare la loro immagine e i loro rapporti di connivenza col potere (che li mantiene in vita e che lisciano per mestiere). Invece di dirvi le cose in faccia, vi esalteranno oggi per dimenticarvi domani. La verità è che non gliene frega a nessuno di voi e vi siete messi in mostra solo per un giorno con la blacklist.

Così come non fotte niente a nessuno di guerre, carestie, malattie, morti di fame. Purtroppo è un mondo duro. Quindi: Il mio consiglio è pensare a qualcosa di più organizzato, di più sostanzioso, per avere tutele e diritti. Dovete essere credibili, seri, strutturati. Trovate dei portavoce cazzuti e mandateli in tv, fate casino, fatevi sentire. Dovrete far tanto rumore, perché la gente ha miliardi di problemi e voi siete solo uno di questi.

Non vi conosco, non prendetela sul personale. Sono messo come voi, proprio per questo mi sento libero di esprimermi. Avete fatto una cagata. Succede. Voltate pagina e fatevi sentire con i toni giusti.

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