Il rancore dei Millennial per i Boomer, dopo il Covid19, è ai massimi storici

Guerra senile

Daniele Franchi
26 Giugno 2020
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“È un paese per vecchi, il contrario del film dei Coen”

Il Millennial Marracash

 

Qualche settimana fa discutevo con mio padre, quasi sessantenne, sull’impatto che il lockdown ha avuto sulla mia generazione. Avevo l’impressione che l’Italia avesse deliberatamente scelto di sacrificare il futuro dei Millennial e dei nostri (im)probabili figli in cambio della vita degli anziani, sia pur di molti. Questo, temevo, avrebbe creato del rancore. Ora i dati del Censis confermano i miei sospetti.

 

Si stima che 1 Millennial su 6 abbia perso il lavoro a causa del Covid e altri lo perderanno.

Certo, sarebbero morti anche migliaia di giovani non avessimo operato questo lockdown totale e questo è un bene.

 

“Vale di più la vita di un bambino che tutta la Cappella Sistina”

 

Vittorio Sgarbi si diletta spesso nell’uso di questa frase, presa in prestito da Giovanni Testori.

Io concordo fortemente, sono un pro-vita e quindi direi:

 

“Vale di più la vita di un boomer che tutti i posti persi a causa del Covid”.

 

Ora io la penso così, pur non volendo paragonare l’economia mondiale ad un’opera d’arte perché l’arte è un’idea e si può morire per essa, per del denaro no. La metà dei miei coetanei non la vede allo stesso modo e come biasimarli? La ricerca del Censis (Osservatorio Censis-Tendercapital) mostra che 1 Millennial su 2 (49,7%) crede che abbia priorità ad accedere ai servizi di cura e altri servizi pubblici rispetto ad un boomer (over 65).

 

Parliamone.

Perché i Millennial provano rancore per i Boomer?

Avete presente quando siete in fila alle poste o dal medico e vi trovate davanti uno o più pensionati? Ecco, non so voi ma io spesso penso: “Questo non ha nulla da fare tutto il giorno e io che ho tutta la mia agenda di Google piena devo aspettare, non ha senso!”

 

Il Covid non ha fatto altro che peggiorare questa cosa, creando quello che ora chiamano “rancore sociale”. Insomma proviamo risentimento per i boomer, quelli nati dopo la guerra, che non hanno mai visto crisi e sono cresciuti in pieno boom economico italiano. Ora il Millennial medio, dopo le torri gemelle, la crisi economica del 2008 e il Covid, non né può più e si risente. Vede questa gente, generalmente in salute, spendere soldi pubblici che potrebbero ad esempio essere destinati alla collettività o a crescere decentemente i propri figli e prova rancore, giustamente.

 

Rancore per cosa? Di sicuro per averci lasciato un mondo malridotto tanto dal riscaldamento globale quanto da problemi sociali e guerre internazionali. Dopotutto loro stavano bene, avevano un posto fisso, un’utopia per noi.

 

A cosa porterà tutto questo rancore sociale?

 

Io non credo che ora noi Millennial inizieremo a far cadere i pensionati in fila alle poste dando un calcio al loro bastone.

 

C’è un altro dato da tenere in considerazione prima di fare previsioni, 1 Millennial su 3 è convinto che sia troppa la spesa pubblica per gli anziani, poco importa in che forma. Credo che questo dato porterà al proliferare di idee politiche e sociali che vadano a discapito dei pensionati (sempre che non siano questi ultimi stessi al potere come spesso accade).

Fioriranno assicurazioni private che tutelino i Millennial per il futuro che verrà, con il nostro posto di lavoro, la nostra casa e le relazioni perennemente a tempo determinato.

Le ricerche mostrano che nel post Covid-19 i boomer preferiscono gestire i propri soldi che non affidarli ai propri successori, impoverendo maggiormente noi, indirettamente.

 

Questi boomer sono proprio dei fiduciosi: il 30% si ritiene positivo sul post Covid per il nostro paese e il 20% perfino ottimista sulle opportunità di ripresa dell’Italia. Al contrario la pensa uguale solo un ammirabile 5% di impavidi Millennial.

 

Non dovremmo quindi sorprenderci se nei prossimi anni molti Millennial decideranno di prendere l’ultimo barcone ed andarsene dal bel paese piuttosto che lucidare le maniglie del Titanic a cui far appoggiare i vecchietti. Allo stesso modo c’è chi crede al capitano Fintus che grida a squarciagola “GLI IMMIGRATI NON FATELI SALIRE SULLA NOSTRA BARCA”, supportato dai bastoni in aria dei boomer pronti a manganellare tutti. Ecco loro dovrebbe chiedersi con quali soldi pagheranno le proprie cure fra 10 anni.