Sfratto e altri disastri: essere Morgan, ovvero l’arte di farsi male da soli

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2 Luglio 2019
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Ci sono delle persone che non ce la fanno a stare lontano dai guai, li attirano. In certi momenti della loro vita questa capacità riescono a gestirla, a sfruttarla come un potere e questo le rende ombrosamente attraenti. Camminano sull’abisso del rischio mentre noi mortali tentenniamo in incertezze e menate. Però, in altri momenti, quando viene meno l’equilibrio, questa dote si rivela un disastro. Morgan è l’esempio perfetto per capire questa teoria.

Sono anni che conquista titoli e prime pagine e fa scalpore, ma sempre con la notizia sbagliata. Da quella storica intervista in cui disse che usava la cocaina come antidepressivo in poi, niente si è più raddrizzato. È troppo tempo che il suo nome è associato a guai, tossicodipendenze, licenziamenti, crisi, lotte con la ex, debiti. Nessuno ha voglia di appassionarsi a questa roba, specie dopo che lo vede alterato in tv a straparlare nei peggio salotti. Lui, che ha scritto Metallo non Metallo e Canzoni dell’appartamento, lui che era il più colto e il più intelligente, l’anello di congiunzione tra i fan di Battiato e di Bowie. 

Questo è stato il weekend di Avellino. Il weekend di Avellino che viene dopo quello dello sfratto. Come tutti sanno Morgan ha perso la casa a causa di un pignoramento. È una roba brutta, che non si augura a nessuno. Però non si può nemmeno arrabbiarsi con Ligabue e Jovanotti perché non ci danno i soldi, o invocare il valore artistico di un luogo quando è spudoratamente la prima abitazione di un musicista. Ci saranno di sicuro opere d’arte in casa Castoldi, ma dal valore del tutto auto dichiarato. Il pianoforte con cui ha composto Canzoni dell’appartamento, o chissà quale altro cimelio, ma parliamoci chiaro: basta questo a renderla una casa museo? A quanto pare no.

Detto questo, Morgan è sceso ad Avellino, un comune campano, per suonare in una manifestazione di street food. In effetti un piccolo ingaggio, non un palco da festival, ma Morgan ha fatto un putiferio. Arrivato sul posto si è arrabbiato tantissimo per il palco “di merda”, per la scenografia, per la “misera” cifra del cachet da 5000 euro che ha deciso di donare in beneficenza. Il tutto su Facebook, dove tolti i soliti yes man, alcuni gli facevano notare che avendo appena perso la casa, cinquemila euro non erano poi male. Uno gli dice: da qualche parte bisogna pur ricominciare.

Morgan tuttavia ha suonato, oltretutto con un lungo concerto che è stato apprezzato. Perché di sicuro è un professionista e ci tiene al suo pubblico. Allora perché quello status?

In un’altro post ha fatto capire che a tre giorni dallo sfratto, gli scocciava suonare in mezzo a una strada. Che per allegoria è la sua attuale condizione di vita (tolta l’offerta di Sgarbi di dargli un ottimo alloggio a Sutri). Dice che chi non lo capisce è “uno stronzo o uno molto tonto”. Non proprio quel tipo di approccio aperto al dialogo.

Gli organizzatori hanno risposto con un certo garbo, difendendo le origini semplici della loro manifestazione e di aver onorato tutti i punti del contratto con Morgan.

C’è un unico stralcio che mi ha profondamente intristito, quello in cui Morgan dice: “in questo momento sono sulle prime pagine di tutti i giornali e quindi il mercato ne dovrebbe tenere conto”. Vero che è sulle prime pagine, ma per cosa? Per essere diventato tutto quello che aveva promesso di non essere mai? Per essere ormai una notizia di gossip continua ai pari dei personaggi di serie b della tv?

Forse a suo modo e male, l’unica cosa giusta gliela ha detta Asia Argento che in una storia di Instagram gli ha consigliato di rimettersi a fare musica con tanto di un “aripijate” prima di chiudere il profilo. A volte la verità fa male, specie a seconda di chi ce la dice, ma non si può passare la vita a incolpare il mondo dei propri disastri.