Mattatoio n. 0 – Il Covid19 è la pietra tombale delle abitudini carnivore

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12 Settembre 2020
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La richiesta di carne è diminuita drasticamente durante e dopo il Covid come non succedeva da decenni e il merito non è dei Millennial vegetariani.

Il dato coinvolge tutto il mondo, compresi gli Stati Uniti, mangia hamburger per definizione. Vediamo come però il Covid-19 non ha accelerato direttamente un processo già in atto, ma ha più che altro colpito il settore indirettamente. 

Perché mangiamo meno carne?

Anzitutto le persone mangiano più carne quando sono fuori casa e con i ristoranti chiusi in tutto il mondo la richiesta di carne è crollata; inoltre si stima che, causa crisi, oltre 2,2 milioni di ristoranti chiuderanno diminuendo ulteriormente la domanda.

A questo aggiungiamo la richiesta dei cinesi (che a quanto pare adorano la carne costituendo un quarto della domanda globale) diminuita sempre per problemi correlati Covid-19. Sommiamo pure le difficoltà riscontrate nelle coltivazioni statunitensi nell’ultimo anno che hanno creato ulteriori intoppi nella catena di produzione.

Sempre in Cina una peste ha decimato i maiali degli allevamenti aumentando il prezzo al dettaglio e diminuendone la domanda.

 

La carne è di per se spesso costosa e la crisi che sta accompagnando il Covid ha spinto molte famiglie, banalmente, a scegliere un piatto di patate in più sacrificandolo ad una bella tagliata con i funghi.

 

Mettiamoci anche che nei mattatoi di Stati uniti, Brasile e Germania ci sono stati piccoli focolai di Covid che hanno scoraggiato ulteriormente il mercato. Probabilmente i focolai erano colpa dell’ambiente umido e freddo, non della carne, ma tant’è.

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Questo insieme di fattori porterà i Millennial ad un cambiamento globale della dieta con eccessiva presenza di carne che nuoce all’ambiente?

Troveremo soluzioni più sostenibili? Sia chiaro lo scrive uno cresciuto ad arrosticini ed olive fritte ripiene di carne, però consapevole, a malincuore, che grossa parte del riscaldamento globale sia dovuto al consumo eccessivo di carne.

 

Crescono in Europa i ristoranti vegetariani e/o vegani, più che quintuplicati nell’ultimo decennio, spesso gestiti proprio da Millennial.

 

In Italia quasi l’8% della popolazione si dichiara vegana e/o vegetariana. Anche questa volta i Millennial guidano il cambiamento a livello mondiale impattando anche sull’educazione alimentare dei loro figli. In tutto il mondo il numero di chi sceglie di mangiare meno carne è impressionante ed è enorme cambiamento mai visto nell’ultimo secolo. 1 Millennial su 5 sta riducendo il consumo di carne e lo fa consapevolmente per il bene del pianeta.

Dati a parte, è certo che questo avrà un impatto non solo sull’ambiente ma sulle economie mondiali, dalla GDO alla ristorazioni, passando per le tecnologie e l’agricoltura.

Il cambiamento era già iniziato: bravi Millennial! Dobbiamo però riconoscere al coronavirus di aver salvato più vite di animali (involontariamente?) di tanti animalisti impegnati.

 

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