Ragazze uccise in Marocco, ovvero la strategia del terrore nelle piccole cose, come il campeggio

23 dicembre 2018
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L’amara riflessione di Gaspare Orsenigi, esperto di Scandinavia, sul dramma delle turiste sgozzate in Marocco

Sono scioccato dalla vicenda delle ragazze uccise in Marocco. Perché frequento la Scandinavia, la patria di queste giovani e belle millennial, da 15 anni. Ci vado in vacanza, in campeggio. Lì ho imparato a godermi quel magico controsenso che è stare in mezzo alla natura e sentirsi riparati da tutto grazie a una parete di nylon.

La Scandinavia è un territorio pieno di campeggi. Lo sanno i camperisti e gli appassionati di outdoor. È una penisola dove gli animali selvatici e l’uomo convivono da anni, senza darsi mai fastidio. Sono paesi fatti di lunghissime strade tra i boschi, dove puoi trovare delle stugor, delle casette di legno, sempre aperte e a disposizione di tutti. Ti accendi il fuoco, mangi e dormi.

Chissà quante volte lo avranno fatto queste povere ragazze uccise in Marocco dall’Isis. I veri animali selvaggi sono tra gli umani, è evidente. Così, quando il nostro ministero dell’Interno ha dato la notizia e il video è diventato virale sono stato male per diverse ore.

Le due giovani sono state violentate, stando al sito di Al Arabiya, e poi  sgozzate, nei pressi del sito di Chamharouche, sulle montagne dell’Atlante. Non lontano dal villaggio di Imlil. Il video è unwatchable, inguardabile.

Da Facebook si apprende che Louisa, una delle ragazze scandinave uccise aveva studiato in Norvegia per fare la guida turistica.  Amava l’avventura, come tutte le giovani del Nordeuropa. «Avevano preso ogni precauzione prima di affrontare il viaggio», ha dichiarato la madre della ragazza norvegese, Irene Ueland,  «Aveva fatto tutto per vivere questa vacanza in sicurezza. E invece…». Louisa e Maren studiavano insieme in un’università del sud della Norvegia e il loro viaggio sarebbe stato lungo un mese.

La strategia dell’Isis che vuole colpire la piacevole normalità degli occidentali è capillare. Facile e comodo per questi stronzi prendere di mira una zona turistica, Chamharouche da dove partono le scalate per la cima più alta del Nord Africa, il monte Toubkal, 4.167 metri. Facile per questi criminali squarciare le deboli pareti di una tenda, e seminare panico e morte tra le turiste scandinave.

Come ci sentiremo la prossima volta che tenteremo di montare una tenda?

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