Ratzinger e Bergoglio: la realtà supera di gran lunga la fantasia della serie tv

5 Gennaio 2023
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Giunto ormai alla serie 2023, il gran varietà religioso cerca di mantenere viva l’attenzione del pubblico proponendo un episodio speciale con cui si tornerà al classico format, chiudendo l’esperienza della doppia conduzione durata 9 stagioni.

Mai pienamente apprezzata dal pubblico più tradizionalista, la doppia conduzione comincia con il clamoroso coup de teatre all’inizio della stagione 2013 quando, destando scalpore e dividendo il pubblico degli appassionati, l’allora Gran Cerimoniere Capo Benedetto XVI rinunciò al suo ruolo proprio in vista del gran party di Copacabana.

Da Ratzinger a Bergoglio: il passaggio di testimone

Il gesto fu interpretato da molti come un atto di grande generosità, sebbene alcune voci non mancarono di sottolineare la sottile vena di sadismo degli autori nel far esordire il nuovo presentatore argentino proprio in casa del pubblico carioca.

Più semplicemente, forse, si trattò soltanto di un legittimo desiderio di riposo dopo sette anni di sbatta. A sostegno di questa tesi la celebre frase: «A ottantacinque anni vojo proprio vedè se non me merito d’annà in pensione», da cui venne poi coniata l’espressione papa emerito.

Papa Joseph Aloisius Ratzinger

Vissuto sin dalla gioventù sotto l’insegna delle S.S. (iniziali dello Spirito Santo), fu uomo di grande rigore ma anche grande innovatore. È proprio a lui che dobbiamo l’apertura del canale twitter pontificio, che sì, insomma, può sembrare una roba un po’ da boomer, ma parliamo pur sempre del 2012

Dopo una lunga gavetta, Ratzinger ottenne il ruolo principale succedendo a Carol Wojtyla e creando non poco sgomento nei Papa Boys (non meno di quanto l’addio al calcio del Pupone ne abbia creato ai tifosi della Roma).

Sebbene di lui si dicesse essere un grande amante dei giovani e dei bambini, il suo stile pareva allontanare una buona fetta di pubblico. Specialmente tra i millennial, che, avvezzi unicamente al buffo accento polacco, non riuscirono ad apprezzare appieno la severa inflessione teutonica del successore.

Il doppio Papa ha funzionato?

Con l’intento di recuperare audience si pensò quindi al doppio Papa, soluzione che all’inizio si rivelò un po’ problematica, specialmente per via del fatto che i fan dell’uno e dell’altro erano arroccati su posizioni diametralmente opposte e apparentemente inconciliabili.

La tensione raggiunse il suo picco con la finale Argentina- Germania del 2014, superata la quale la convivenza tra i due pontefici proseguì tranquillamente con il “descamisado” gaucho a tirar cazzotti a cinesi a caso mentre l’eminente teologo bavarese, soddisfatto per il successo, si immergeva sempre più nei suoi studi a Castel Gandolfo. Da qui fu breve il passo che lo portò a interpretare una presenza marginale la cui massima utilità si ebbe durante la pandemia, periodo in cui Papa Francesco ha potuto eludere il lockdown con la scusa di dover portare a spasso il pastore tedesco.

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