Recensione Blade Runner 2049: è bellissimo. Ma tu preferisci Morandi

11 ottobre 2017
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Recensione Blade Runner 2049? E’ bello, bellissimo, grandioso, meraviglioso. E come tutte le cose belle, bellissime, grandiose, meravigliose, viene deriso e disprezzato da grandi masse di persone. Per di più ragazzini. Che gli preferiscono Gianni Morandi.

O peggio ancora: viene ignorato. Trascurato. Non suscita interesse. Quando parte il trailer su Youtube, gli utenti aspettano i 15 secondi di rito, chiudono in anticipo l’inserzione e tornano a guardare Morandi e Rovazzi che duettano. Mi-fa-volare! E noi qui, noi che pensavamo di aver visto cose, al mondo, che voi umani… ma non eravamo preparati ad affrontare tutto questo, a vivere in un futuro distopico dove i 16enni preferiscono Gianni Morandi alla grande fantascienza. Senza nulla togliere a Gianni.

Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione…
Mi fa volare!

Ma torniamo a noi: recensione Blade Runner 2049 (Blade Runner 2 per chi non se la cava con le date). E’ bello, bellissimo, etc, etc, anche se non lo sta guardando nessuno e venerdì sera al primo spettacolo, alle 21:30, nel centralissimo cinema Apollo di Ferrara, c’era la miseria di 32 persone. Trentadue anime virtuose che attorno a mezzanotte – il film è lunghetto – sono uscite estasiate, meravigliate, piene di inquietanti ma meravigliosi e utili dubbi sulla propria esistenza, sul rapporto tra l’uomo e la tecnologia, il prossimo e il pianeta.

Ma trentadue persone, direbbe Garibaldi, non bastano a fare il Risorgimento. Dove sono finiti tutti gli altri? Cosa dovevano fare di così importante venerdì sera per non presentarsi alla prima, puliti e lavati, di Blade Runner? Cercare parcheggio in centro? Fare l’analisi tecnica di Italia – Macedonia? Votare l’indipendenza della Catalogna? Non ci crede nessuno, dai.

La verità purtroppo è quella che leggo su centinaia di commenti online, ai quali dovrei davvero smettere di rispondere per non iniziare davvero male la settimana. Il concetto è: “non vado a vedere Blade Runner perché ho già capito dal trailer che è una gran cagatona”. Oppure: “non vado a vedere Blade Runner perché sarà la solita operazione commerciale per fare soldi sfruttando un nome famoso”. “Non lo vado a vedere per rispetto del primo, che era un grande capolavoro. Questo è sicuramente una schifezza”. Ci sono più certezze in questi commenti – scritti da persone che obiettivamente non potrebbero ancora avere un giudizio – che in un intero trattato di fisica teorica.

E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser…
Mi fa volare!

In attesa che replicanti più lucidi e razionali rimpiazzino il genere umano (con enormi benefici per i social network e gli appuntamenti elettorali) vorrei quindi lanciare un appello generale. Un appello rivolto principalmente ai sapientoni, ai supercritici, a chi fa ermeneutica dei trailer per dare giudizi su opere intere, ma anche a tutti gli altri. Tranne agli altri 31 disgraziati di venerdì sera.

Recensione Blade Runner 2049? Andate a vederlo. Subito!
(mi fa volare!)

Andateci e andateci preparati. Trovatevi in pizzeria prima della visione, riempite il boccale al più nerd tra voi e lasciategli la parola: egli riepilogherà per tutti (anche per i tavoli circostanti) tutta la trama del primo Blade Runner, l’ambientazione e – ovviamente – l’interpretazione dei finali. Perché molti di voi non si ricordano una mazza. Al termine della spiegazione, più o meno alla fine delle portate principali, quando si mangia la crosta della pizza, sarà il momento delle domande e dei dubbi: avete tutto il tempo del caffè, dolce e amaro per chiarire gli ultimi aspetti e arrivare al cinema preparati. L’origami a forma di unicorno, per intenderci. Spero abbiate inteso.

Non ho spiegato per nulla com’è il film, tecnicamente parlando, e ormai sono a fine articolo. Ho già detto che è bello, bellissimo, meraviglioso? Volete che mi metta anche io a sproloquiare sull’utilizzo delle luci monocromatiche del maestro Robert Daekins, sulla potenza della colonna e degli effetti sonori, sull’interpretazione meravigliosa degli attori (dico solo un personaggio: Joy)? Non sarei nemmeno credibile, però da semplice amante del cinema posso dire che tutti questi elementi, tutte quelle misteriose alchimie tecniche ed estetiche messe in scena Denis Villeneuve funzionano. Funzionano alla grande. E riescono nell’enorme, utopica e distopica impresa di dar vita all’unico possibile sequel di Blade Runner, che credo sia il miglior complimento che si possa fare a questo film.

Quindi andateci, andateci per davvero. Andateci prima di essere sostituiti tutti da replicanti di nuova generazione, solitari e iperconnessi come vuole la nostra epoca, e in balia di orribili gusti musicali.

E tutti questi momenti andranno perduti nel tempo
Mi fa volare!
Come lacrime nella pioggia
Mi fa volare!

E dopo recensione Blade Runner 2049 LEGGI ANCHE: L’ultimo iPhone e il futuro dei robot

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