Chi era Robert Miles e perché Fedez lo ha riportato al top (con qualche polemica)

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5 Luglio 2020
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Solo un quarto dei millennial sa chi è stato Robert Miles. Un mistero, visto che è il musicista che ha venduto più di tutti i singoli dei Beatles messi insieme. Ritratto di un artista che aveva una visione del futuro come nessuno negli anni 90

Sempre meglio diffidare di cover, mash-up e altri metodi più o meno ortodossi con i quali si mettono le mani su canzoni che sono entrate nella storia.

Certi brani sono intoccabili e vanno lasciati riposare in pace, non si sente davvero la necessità di rivisitare dischi che sono perfetti.

L’esempio più recente è Children di Robert Miles nella versione di Fedez per il suo ultimo singolo Bimbi per Strada.

«Robert Miles, morto nel 2017 a Ibiza per un tumore, non avrebbe mai accettato», ha scritto sulla sua pagina Facebook Joe T Vannelli, suo produttore all’epoca di Children, raccogliendo la totale solidarietà della community social che segue la musica elettronica.

I relativi e vari diritti nel frattempo sono passati di mano e quindi in piena legittimità legale. Dunque Children ha preso questa strada.

Una intro forse lunga ma più che doverosa per iniziare a raccontare chi fosse davvero Robert Miles, all’anagrafe Roberto Concina, autentico spirito libero capace di realizzare un brano come Children, che è stato un manifesto generazionale degli anni 90.

Un inno elettronico che tutte le compilation dedicate alla migliore musica del precedente millennio – non soltanto dance – hanno celebrato.

Children esplose nel 1996, divenne il disco più venduto prima in Gran Bretagna e poi in tutto il mondo, insieme agli altri brani, Fable, One and One e all’album Dreamland Robert Miles arrivò a vendere milioni di copie ovunque, al punto da essere richiesto per collaborazioni da tutti i big dell’industria musicale: da Madonna a George Michael.

Risultati che lo portano nel 1997 ad essere l’unico artista italiano capace di aggiudicarsi i Brit Awards, il premio più nobile della music industry anglosassone. Su YouTube la Dream Version di Children ha superato i 181 milioni di visualizzazioni.

Così come le versioni orchestrali, un modo elegante di omaggiare Robert Miles, realizzate dalla Pete Tong & Heritage Orchestra e dalla Simphony Of Unity durante il festival Tomorrowland. Degli evergreen sempre cliccatissimi.

Dopo queste irripetibili hit Robert Miles decise di seguire il suo istinto musicale, invece di replicare all’infinito le stesse melodie. Puntò su sonorità iper-alternative, sempre curando al massimo la qualità delle produzioni e delle collaborazioni.

È arrivato a coinvolgere artisti di spessore assoluto come il percussionista indiano Trilok Gurtu, poi Robert Fripp (King Crimson) e Bill Laswell. Scelte che lo avevano ormai allontanato dal mainstream, cosa che non gli dispiacque affatto.

Nel frattempo aveva abbandonato da anni l’Italia e si era trasferito a Ibiza, dopo vari trasferimenti in giro per il mondo. E proprio a Ibiza Robert Miles è morto il 9 maggio 2017, stroncato da un tumore che non gli ha lasciato scampo. Marta Rose, sua figlia, aveva appena 8 anni ma l’eredità musicale permanente che ricevette, non uscì mai dall’isola delle Baleari.

Come lo splendido progetto radiofonico OpenLab, creato da Robert Miles nel 2013 e che ha ripreso le trasmissioni lo scorso anno dopo averle sospese nel 2017.

OpenLab è all’insegna di quella che gli adepti definiscono IDM, acronimo per Intelligent Dance Music, ovvero sonorità ricercate, curatissime in ogni dettaglio, e che richiedono un ascolto attento e dedicato. Per conoscere davvero Robert Miles, vietato fermarsi a “Children”.

Robert Miles era nato in Svizzera nel 1969 da migranti provenienti da Fagagna, Udine, dove poi tornò la famiglia, che lo vide trasformarsi in un genio del suono e della tecnologia quando era ancora adolescente, con quella passione e precocità che i giovanissimi youtuber di oggi non conoscono.

Sbagliato considerare il suo Children l’essenza del suo lavoro. Corretto invece eleggerlo uno dei padri fondatori del sound design. Ma allora non esisteva nemmeno la definizione.

GUARDA ANCHE:

canale YouTube Robert Miles

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