Sono Giapponese! Lesson 51. Morto Keiichiro Kimura, creatore dell’Uomo Tigre. Diceva: i miei cartoni sono rock!

Kentaro Hara
24 Ottobre 2018
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“Le mie opere d’animazione sono rock!”, diceva a suo figlio il Maestro Keiichiro Kimura, che creò l’Uomo Tigre e adesso è morto. Ecco chi era!

 

È scomparso in Giappone uno dei maestri nel settore Animazione Keiichiro Kimura, che si occupava di character designer ed era direttore responsabile dell’animazione fin da 1961. – Sono il “Rock” le mie opere! raccontava il maestro KIMURA e questa frase ci spiega tutto quanto aveva nel suo sangue giapponese nei confronti del suo mestiere.

 

Da L’uomo tigre, a Sally la maga Trider G-7 fino a ONE PIECE, le sue opere abbracciavano, anzi, afferravano il cuore non solo di tutti i ragazzini ma anche degli adulti in epoca Showa (fino al 1989) e Heisei (dal 1989 in poi). Tutti i protagonisti nelle opere di Keiichiro Kimura, eroi ed eroine, erano letteralmente l’idolo di tutti a quei tempi e in molti sognavano di lanciarsi in volo d’angelo dal ring e poi di uccidere Mister X. Non potevano essere così affascinanti da attirare l’attenzione di tutto il Giappone senza la sua tecnica proveniente dalla sua propensione innata.

 

Nel corso di un paio di anni, dal 2010, siccome l’influenza era talmente forte nel nostro cuore e nella nostra anima, mettendosi in piedi nella scia dei ricordi della sua animazione un anonimo, sotto il falso nome di Naoto Date, come il protagonista dell’Uomo Tigre, ha regalato tre decine di borse da scuola elementare ai ragazzini di famiglia povera o cresciuti senza i loro. Dopo questa notizia, in Giappone è arrivato il boom di regali ai bambini poveri delle scuole elementari. In ogni caso non si sa se dietro Naoto DATE ci fosse sempre la stessa persona o invece un complesso di persone accomunate dallo spirito umanitario dell’Uomo Tigre.

 

Detto questo, si deduce che un carattere tratto da una opera di Keiichiro KIMURA fosse talmente affascinante e rimanesse dentro di noi giapponesi come eroe anche fuori dal contesto dei cartoni animati.

 

Come abbiamo visto di sopra, in Giappone gli anime non solo facevano parte dell’intrattenimento per i bambini, ma anche o meglio dire “anzi” che sarebbe più adatto come termine, una sorta di educazione alternativa o supplmentare rispetto a genitori e insegnanti.

 

Essendo rimasto appena sull’orlo della categoria Popolo giapponese, io vorrei dedicare questo articolo a Maestro Keiichiro Kimura ringraziandolo infinitamente per le sue opere dotate di alta qualità e alta cultura.

 

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