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L’Alaska ha un problema e voi siete la soluzione

17 Giugno 2021
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Problema!

L’Alaska si sta spopolando e anche per questo danno la colpa ai millennial. Accusano anche i baby boomer e, fortunatamente, non la comunità LGBT+, per una volta, ma andiamo con ordine.

Quando ero ragazzo, nel periodo delle medie, 12-13 anni, all’irritabile domanda: «Cosa vuoi fare da grande?» o «cosa stai facendo?» rispondevo: «Cerco di risolvere il problema dell’omosessualità in Alaska».

Ci sono delle doverose premesse da fare:

1 – All’epoca si poteva ancora dire gay e, al contrario di quello che potrebbe sembrare dalla sintassi, non vedevo l’omosessualità come un problema. Già allora mi sembrava una cosa quantomeno accettabile, a dirla tutta. In radio passavano “Gino e L’alfetta” di Daniele Silvestri dopo tutto. Allora perché “il problema dell’omosessualità”?

Il fatto è che immaginavo l’Alaska piena di uomini bianchi, barbuti, che al freddo per scaldarsi diventavano omosessuali e questo portava a un calo demografico, quello sì era un problema nella mia testa. Avevo 12 anni.

2 – La risposta «risolvere il problema dell’omosessualità in Alaska» nella mia testa risuonava come «risolvere qualcosa che non migliora assolutamente il mondo, a cui non frega niente a nessuno e farlo lontano da qui» che in dialetto suonava tipo «FATTI I CAZZI TUOI CHE CAMPI CENT’ANNI».

Beh, ironia della sorte, 15 anni dopo, finalmente mi ritrovo a scrivere del problema del calo demografico in Alaska. Come se a qualche millennial italiano fregasse qualcosa, sono sicuro che preferirebbero fare i lavapiatti a Londra Berlino o i coloni su Marte che non vivere in uno stato del genere.

Chi non vorrebbe vivere in un paese dove si arriva a -40° sotto zero e mangiano gelato anche con quelle temperature? Ah, dimenticavo, ci sono 5.000 terremoti l’anno?
Certo per 2/3 dell’anno l’aureola boreale è visibile e deve essere una cosa pazzesca ma la quantità di donne da portare fuori con cui vederla insieme è così irrisoria che forse non ne vale la pena.

Le persone vanno via dall’Alaska

Il fatto è che i baby boomer stanno rapidamente abbandonando l’Alaska. Ahhhh quando erano giovani di petrolio sì che ce ne era, bei tempi quando distruggevi il pianeta.
Nel frattempo i millennial alaskiani? Alsazianti? Insomma i nostri coetanei che vivono in Alaska non fanno figli, tutto il mondo è paese.

Comunque se volete trasferirvi in Alaska, visto che lo Stato vi incentiva con 2.000 euro al mese, magari guidati dall’aver rivisto Into The wild o letto “Il richiamo della foresta”, poi facciamo presente che la cannabis è stata legalizzata lì. Così se vi sentite troppo lontani da casa potete sempre fumarci sopra mentre mangiate della deliziosa carne di alce, basta che alla fine fate dei bambini!

Foto copertina: Diego Delso; CC-BY-SA

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