Alice nel Paese delle Meraviglie versione Millennial. Alla corte della regina di cuori di Tinder…

13 luglio 2018
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Se Alice nel paese delle meraviglie fosse una Millennial, che mondo troverebbe? Quali sarebbero le sue meraviglie? Tra la Regina di Cuori di Tinder e un Brucaliffo che fuma erba legale…

 

Alice nella tana del Bianconiglio c’è caduta per sbaglio, un errore fastidioso come un pop up che si apre per errore. Non è stata una scelta, come non lo è stato nascere tra gli anni ’80 e ’90. Una caduta. Passando per una fessura, dal mondo reale si va in quello fantastico.

Leggings che si lacerano nel volo a strapiombo. Mi ritrovo tra lestrigoni e ciclopi, in questa tana dalle pareti di gesso che sudano acetone, si presenta davanti a me questo coniglio del Chiambretti Night. Mi offre due pillole: una gialla e l’altra pure; le prendo entrambe.

In questo mondo dominato da Tinder, la Regina di Cuori dei match, non di boxe ma di sesso palliativo, mi incammino insieme al Cappellaio Matto, il lutto per il fallimento di Borsalino.

Cammino fino a scordarmi del perché ho iniziato a camminare e gli chiedo se ci sono o ci faccio; Dante e Beatrice non possono che invidiare questo panorama e le ostriche cantano al posto degli angeli. Ci rincorre il Bianconiglio, ripete che per le partite iva il tempo è denaro e che tutti dobbiamo lavorare per il Signor Tricheco senza volto, che siede in cima alla piramide decorata da arabeschi di trucioli.

Mi insegue la Regina di Cuori, mi insegue ma mi nascondo, mi rendo invisibile dietro i suoi stessi grattacieli. Gioco a nascondino con lo Stregatto, super star della pagina Instagram Cats of Instagram. Mi perdo, cercando di scovarlo nella stanza degli specchi-photoshop dove l’unico riflesso che vedo è quello di un’altra: non mi riconosco più. Ora vedo una tizia vestita con la camicia e i pantaloni di raso e la bocca a culo di gallina.

Sono stanca di tutto questo correre, e affamata. Non c’è abbastanza torta per tutti e decido di mangiarla tutta io. Mi sento grande, gigante, ingrassata dai miei sensi di colpa. Chiedo aiuto al Cappellaio Matto che mi offre un gin tonic. L’alcool mi fa tornare una piccina indifesa. Gioco a guardie e ladri con Pinco Panco e Panco Pinco ma non so chi insegue chi e mi confondo. Tra poliziotti e criminali non ho mai ben capito la differenza quando sono entrambi al di fuori delle regole.

Così confusa da cercare aiuto, grido nel bosco della sanità pubblica. Trovo l’artefice e l’artefatto con cui confidarmi. Mi confesso con lo psicoanalista Leprotto Bisestile. Dice che ogni mia personalità non riconosce l’altra perché si accusano a vicenda di essere bipolari e mi consiglia delle pillole blu. Non le prendo, sono sazia, ringrazio comunque.

Ora tutto quello che voglio è tornare su, aspiro forte marjuana legale con il Brucaliffo. Vedo però che vuole appropriarsi della carica di sceicco saudita allora io salgo in alto e scompaio nel fumo aspettando che scenda. Fino a quando non aprirò gli occhi nessun re nudo potrà venirmi a rinchiudere.

 

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