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Chi era veramente Moana Pozzi? Se rispondete “una pornostar” vi sbagliate di grosso

30 Aprile 2023
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Intervista con Marco Gregoretti, il giornalista investigativo che più di ogni altro ne ha seguito le vicende. Prima e dopo la sua scomparsa

Il 27 aprile scorso Moana Pozzi avrebbe compiuto 62 anni. Ci piace pensare che questo personaggio, caro alla Generazione X e ai Millennial che quando l’hanno scoperta erano adolescenti, oggi sarebbe ancora una splendida e sorridente signora bionda. Molto saggia e forse critica nei confronti di una società che ha ricacciato il sesso nel territorio della censura morale. Con una buona dose di ipocrisia.

Chi era Moana Pozzi?

Una donna che ha rappresentato il potere e che è stata capace di frequentare, gestire e praticare il potere grazie ai suoi molti talenti.

Quali?

Il primo era la sua capacità naturale di stare davanti alla telecamera. Le sue concorrenti degli anni Novanta, come Valeria Marini non sono mai state alla sua altezza. Il secondo talento è stato quello di sdoganare il sesso presso il grande pubblico che cominciò a considerare Moana Pozzi un’icona del tempo non più soltanto una diva del porno. Infine, e questo è il talento più importante, ha saputo frequentare i Palazzi del potere, diventando anche confidente di personaggi chiave della storia italiana come Bettino Craxi.

Quando parli di potere, che contributo pensi abbia dato Moana all’accesso al comando da parte delle donne?

Moana era una figura femminile che piaceva agli uomini ma ispirava anche le donne. I personaggi più aperti dell’epoca lo avevano capito ed è per questo Karl Lagerfeld l’ha fatta sfilare per Fendi alla fashion week milanese nel 1993. Un’autrice intelligente come Serena Dandini ne ha fatto con Sabrina Guzzanti una celebrazione geniale capace di sedurre il popolo della tv leggera ma “impegnata”, quello che guardava Avanzi su Rai Tre,

Però da tempo sostieni che il lato pubblico di Moana “copriva” in qualche modo un ruolo ben più importante nella vita del nostro Paese e non solo.

Il suo potere è cresciuto nel tempo grazie alla sua formidabile abilità di sfruttare il segreto e alimentare i misteri della sua vita. Tanti, e ancora non del tutto svelati. La sua relazione con i Servizi Segreti, ormai comprovata, non ha avuto pari in altre importanti figure femminili del tempo altrettanto coinvolte o che avevano avuto abboccamenti con quel potere, come Eva Mikula, Ilona Staller e altre come Donatella Di Rosa, lady Golpe che poi abbiamo visto entrare nella cosiddetta “scuderia” di star dell’eros di Riccardo Schicchi, il fondatore di Diva Futura.

È vero che stai realizzando un documentario su Moana Pozzi? Quali sono gli aspetti segreti che usciranno da questa produzione per la tv?

Si tratta di un documentario che nasce da una mia idea e che sta prendendo vita grazie a molte persone che ne hanno capito l’importanza e il potenziale di pubblico. Frutto di anni di lavoro sul mio archivio, credo di poter dire che sarà una bomba con tante rivelazioni e notizie inedite. Ma proprio per questo con la produzione ho firmato un vincolo di riservatezza che non mi permette di dire niente di più di questo.

Torniamo a Moana: qual è stato secondo te l’elemento che le ha permesso di sfondare da un lato quei salotti esigenti dove si riuniva il potere e dall’altro le folle di fan che la seguivano nelle grandi fiere del sesso come Il MiSex a Milano?

Il suo porsi come una donna normale, di non fare esibizione gratuita del suo carisma. La fulminante dichiarazione di Lagerfeld dopo l’apparizione in passerella è la sintesi perfetta: «Le donne normali camminano come Moana Pozzi, non come Naomi Campbell». Inoltre era l’opinionista che nessuno si aspettava. In quegli anni a Panorama si lavorava molto per comprendere e far comprendere i mutamenti in atto nella società. E lei era quando la intervistavo era sempre capaci di una visione laterale e non banale.

Oggi sarebbe possibile un’operazione Moana, come negli anni Novanta?

Non credo proprio. Oggi è l’intera società a essere diventata un grande porno collettivo. Dietro l’ipocrisia delle censura dei social e della cancel culture, c’è il mondo del sesso diffuso e a buon mercato di Only Fans, di Porn Hub e perfino delle app di dating come Tinder, dove la ricerca di partner parte spesso dal coraggio di esprimere le proprie attitudini sessuali e consumarle anche solo con lo scambio di foto.

Con risultati sulla società che ormai la cronaca registra, ma senza rifletterci troppo, a differenza della trattazione che facevano i media di allora. Lo avevamo in parte previsto, infatti, quando il porno amatoriale cominciò a uccidere lentamente il mercato del film porno. Fanno testo le parole del produttore e attore porno Franco Trentalance: «Ieri c’era una differenza tra fare sesso nel proprio letto o farlo su un set con attori, luci, effetti speciali. Oggi tutti fanno sesso come fossero professionisti del porno». O almeno ci provano.

Sei ancora in contatto con quel mondo, che cosa dicono i protagonisti di quell’epica erotica?

Molti si sono ritirati aprendo attività più “conformi”, come ristoranti, agriturismi o lavanderie, come la sorella di Moana, Baby Pozzi.

Quindi ci stai dicendo che non stanno vuotando il sacco nemmeno su tutto ciò che ammanta di mistero la vita di Moana…

Forse non sono loro a doverlo fare, ma noi giornalisti o altri testimoni che hanno il coraggio di scrivere documentari o libri come quelli di Brunetto Fantauzzi, La Filosofia di Moana o del generale Piero La Porta, Raffiche di bugie a via Fani.

 

Scusa hai detto via Fani? Che cosa c’entra il rapimento di Aldo Moro?

Esistono intrighi sui quali, nonostante le difficoltà, lavoriamo in molti. Perché la realtà spinge per emergere e come sempre, nella storia, prima o poi emergerà e si comporrà in un quadro completo.

Guarda il video: