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Sheriff Tiraspol, l’ultima favola del calcio che piace ai millennial

29 Settembre 2021
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Il secondo turno dei gironi eliminatori di Champions League di calcio ha regalato un nuovo ulteriore e sorprendente capitolo della favola che ha per protagonista lo Sheriff Tiraspol, a punteggio pieno dopo due partite e capace di vincere in casa del Real Madrid. 

La storia dello Sheriff sembra uscita da una spystory, quasi degna della saga di 007 che proprio in questi giorni torna finalmente al cinema con “No Time To Die”. Lo Sheriff ha vinto 19 degli ultimi 20 campionati della Moldavia, nelle eliminatorie della Champions ha eliminato la Stella Rossa di Belgrado, per poi sconfiggere prima lo Shaktar Donetz e appunto il Real.

La storia da film dello Sheriff Tiraspol

La sede della squadra di Tiraspol ha sede in Transnistria, nome di uno stato che sembra inventato, perfetto per la saga Marvel degli Avengers; la Transnistria invece esiste, si è autoproclamata nel 1990 ma non è stata riconosciuta dalla Nazioni Unite; si professa filorussa e ha dato vita ad una squadra di calcio fondata da due ex agenti del Komitet Gosudarstvennoj Bezopasnosti, il temibilissiomo KGB, ovvero i servizi segreti sovietici che Wikipedia segnala ancora attivi in Bielorussia, Ossezia e appunto Transnistria. Mai come in questo caso la realtà supera ampiamente la fantasia. Dalla Transnistria con furore

 


Lo Sheriff tra capitalismo e comunismo

La favola dello Sheriff ha esaltato da subito i millennial di tutto il mondo, soprattutto quelli che esaltano il calcio del popolo, sono contro la SuperLega, non vedono neanche di buon occhio le squadre emiratine come PSG e Manchester City e lo stesso presidente della UEFA Ceferin; quest’ultimo non fornito di un indice di gradimento particolarmente elevato, ma funzionale come in uno dei migliori assiomi bellici: il nemico del mio nemico è amico.

Che cosa meglio di una squadra la cui bandiera nazionale esibisce con fierezza falce e martello, ha una proprietà che in questo caso non è un furto ma si richiama ai valori comunisti e sa sconfiggere il Real Madrid, altro emblema del capitalismo da intendersi come male assoluto? 

 

Lo Sheriff Tiraspol, cuore a sinistra, portafoglio a destra

La favola dello Sheriff, in realtà, è molto più prosaica di quello che si crede. Si tratta di una società sportiva la cui proprietà ha interessi in tantissimi settori quali editoria ed edilizia, ha una rosa composta all’80% da giocatori stranieri, così come si sprecano le voci che vorrebbero la squadra di Tiraspol godere di finanziamenti direttamente da Mosca.

I suoi fan, fieramente, dissentono, ma è il caso di coltivare qualche dubbio in merito alla favola dura e pura che vedrebbe per l’ennesima volta Davide sconfiggere Golia: di Davide sempre si tratta, ma ben rinforzato da robuste iniezioni di denaro capitalista, in questo caso da non considerarsi sterco del demonio. Per chi cerca avanguardie e ha nostalgie per il calcio e lo sport dell’ex blocco comunista, composto da atleti formalmente dilettanti, stavolta si è nel complesso fuoristrada.

Se si è in cerca di una storia coerente e che non ha alcuna intenzione di abdicare ai propri dettami storici, sempre meglio rivolgere il proprio sguardo verso i Paesi Baschi, dove Athletic Bilbao e Real Sociedad difendono la loro integrità senza se e senza ma con ammirevole coerenza. Torneremo presto sull’argomento. 

 

 

Foto d'apertura: pagina Facebook ufficiale dello Sheriff Tiraspol

 

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