Sono Giapponese! Lesson 45. Usanze giapponesi strane: quando i ragazzi si rinchiudono in casa

4 settembre 2018
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Settembre in Giappone non è solo tifoni. E’ anche ripresa delle scuole dell’obbligo. Durante la prima settimana del mese si notano dei cambiamenti sui ragazzi delle medie. E’ proprio in questa stagione che sbocciano come ciliegi in maggio le usanze giapponesi strane. Eccole spiegate dal ragazzo giapponese, cioè da me.

 

 

Le usanze giapponesi strane coinvolgono tre tipi di studenti:

 

1) Chapatsu, tinti di biondo

Una scena classica sul cambiamento di aspetto di ragazzi delle medie. Chi vuole “spiccare” e fare la differenza dall’aspetto, azzarda questo approccio attraverso tutte le generazioni in Giappone. Secondo il mio modesto punto di vista, non può che essere una roba ridicola a vedere i sacri capelli neri nipponici tinti di biondo, mentre i loro sopraccigli rimangono neri di origine. Detto questo, mi chiedevo spesso che cacchio di effetto si aspettassero questi esseri giovanili. Ultimamente ho visto alcuni articoli su diversi insegnanti delle medie che erano feriti a causa della violenza estetica dei loro studenti che a loro volta, durante l’estate, si sono degradati. Evidentemente loro non hanno più la voglia di seguire la vita scolastica.

 

 

2) Hikikomori, non riuscire a tornare alla vita scolastica

Più che una delle usanze strane giapponesi…una cosa serissima. Nel senso che ci sono, ogni anno, un certo numero di studenti che veramente non riescono a tornare alla vita scolastica. Potremmo chiamare il fenomeno Sindrome del primo settembre. Ma perché non ci riescono più? Si annovera come motivo la paura verso il probabile bullismo, che subivano già nel primo trimestre dell’anno e che potrà quindi proseguire su di loro rinfocolato dalle calure estive. Questa paura gli crea depressione alla fine che poi gli impedirà di uscire di casa quando dovranno tornare alla vita scolastica. Ci sono persino quelli che decidono di suicidarsi, purtroppo. Non si scherza.

 

 

3) Chi  consegna al suo insegnante i compiti in realtà svolti da un “professionista”…con pagamento di qualche cifra

Ogni anno ci sono dei professionisti che fatturano abbastanza bene aiutando i loro clienti, cioè gli studenti, a finire i compiti da fare durante l’estate ad ogni costo. Trovandosi davanti ai compiti accumulati tra cui matematica, inglese, centinaia di Kanji e persino un saggio sulla visita a un museo di calzini dei samurai. È vero che ce ne sono tanti, ossia troppi. Il giorno di rientro alle porte, alcuni studenti si arrendono disonorevolmente e sottoscrivono un contratto con un professionista chiamato Shukudai No Pro, cioè professionista dei compiti durante l’estate. Ma che gente che c’è a questo mondo! Si fattura dovunque e comunque. Forse troppo.

La nostra società purtroppo ha questo aspetto di usanze giapponesi strane dentro di sé. Tuttavia, abbiamo anche poster di Kenshiro in metropolitana come questo (la scritta vuol dire: UATATATATATAH!):

 

 

 

 

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