YOU stagione 2, recensione: l’irresistibile leggerezza del trash

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8 Gennaio 2020
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C’era una volta un libraio pazzo, un’aspirante scrittrice bionda e insicura di nome Beck, poi lui la ammazzò, nonostante dicesse di amarla molto.

Trama di You seconda stagione

Joe (Penn Badgley), così si chiamava il libraio, decise allora di lasciare New York per sfuggire a eventuali indagini e ricostruirsi una vita.

La nuova stagione di YOU si apre nell’assolata e salutista Los Angeles, dove Joe trova subito impiego da un fruttivendolo-bistrot per ricchi dove vendono pure libri.

A gestire il posto c’è Forty (James Scully), un giovane viziato dal nome scemo, che però ha una sorella caruccia e vedova, Love (Victoria Pedretti).

Il nostro amico Joe ovviamente si innamora di lei e nel frattempo trova pure casa.

L’alloggio è piccolino ma le vicine sono simpatiche, due sorelle tutte pepe. Una è Delilah, fa la giornalista e ha una sorella sedicenne Ellie che lavora come ufficio stampa per un noto attore di nome Henderson (Chris D’Elia).

Joe, che ora si fa chiamare Will, inizia a stalkerare la bella Love ma viene intralciato dal ritorno di Candance (Ambyr Childers), ovvero la sua prima fidanzata non-morta.

Candance si fidanza con Forty, così da marcare stretto Joe,ma la verità che verrà a galla quando Love ingaggerà un investigatore privato sconvolgerà Joe e porterà a un esito inaspettato (e immotivato).

Perché You 2 recensione: il trash senza fine ci conquista
  1. Cominciamo parlando del continuo monologo interiore del protagonista. Joe autodescrive ogni azione, ogni dettaglio, ogni pelo di ciò che farà o sta facendo. Neanche James Joyce col flusso di coscienza ha fatto tanto bene. Alla lunga risulta insopportabile quasi quanto la sua espressione facciale immutabile.
  2. Il lavoro. Il concetto di lavoro nella serie è alquanto strano. C’è una sedicenne che non va a scuola ma fa da ufficio stampa a un attore, poi scrive sceneggiature e gira corti. Ma la scuola dell’obbligo non esiste negli USA?
  3. Il tema delle violenze sui minori e delle molestie sessuali. La serie butta in caciara un tema serio come quello delle molestie mostrando Joe bambino aggredito dal padre, Forty “traumatizzato” dalla babysitter e infine diverse donne molestate dall’attore famoso. Tuttavia non si va mai al di là del cliché, anzi le donne molestate o che subiscono violenza sono spesso caratterizzate pure come “facili”.
  4. Il finale. Qui si potrebbe fare uno spoiler enorme ma, per rispetto a chi vedrà la serie, diremo soltanto che il finale è abbastanza assurdo ma almeno suscita interesse. Però non si può, per amore di un twist narrativo, pescare dal nulla una verità che ribalta il risultato se prima non si sono seminati almeno due indizi, due, che potessero giustificare l’esito finale.

Sembra esattamente la replica di “Ah, guardate che Dan è Gossip Girl” dell’omonima serie, dove, guarda caso, era sempre coinvolto Penn Bagdley. Sarà mica un segno?

Il finale aperto lascia presagire una terza stagione che, lo sappiamo già, guarderemo per puro masochismo e per amore del trash ma d’altronde non possiamo mica guardare serie tv impegnate, no?

 

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