Animali social: sei fermo ai gattini? Oggi se non hai una rana bombina scordati i clickbait…

Avatar
28 Settembre 2017
1758 Visualizzazioni

Ebbene sì, il The Denver Post ci spiega che per i millennial gli animali social per eccellenza sono cani e gatti, portatori automatici di selfie bestiali, spesso griffati:

“71 percent of men between ages 18 and 34 had dogs (versus 62 percent of women), while 48 percent had cats (versus 35 percent of women).”

Ma non finisce qui… andando a scartabellare ulteriormente, il magazine americano ci spiega da dove deriva la forza dei pet-fluencer. Le motivazioni che spingono i giovani – come si diceva una volta – a comprare bestie varie ed eventuali sbattendosene altamente del discorso “figli”.

Udite udite – xennials stressati da nani e under 2 – il millennial tipo preferisce i pet ai figli in quanto sono meno costosi; non impongono una relazione fissa (con la mamma, il papà, il genitore 2 del kid… chiamalo come vuoi); fanno compagnia al bisogno senza spaccare troppo quando si ha necessità incombente di pace.

Ecco, allora, che anche lo shopping millenial type vira brutalmente andando a concentrarsi su sfiziosissimi cappottini da pioggia pet edition; costosissimi lettini personalizzati pet edition; fantasiosi costumi modello Avengers e super eroe della Marvel sempre – e rigorosamente – in versione pet edition. Ciotola Hunter per il pet stivali da pioggia Hunter per l’influencer padrone.

E questo non solo per appagare l’innato senso estetico di un french bulldog che sogna di sedersi in prima fila alla sfilata di Prada. Non per l’ostentazione dei status dei padroni modaioli. Ma soprattutto perché ora è il pet-fluencer al centro dei social. Il selfie versione Libro della Giungla che immortala te con il tuo cane, il tuo gatto, la tua scimmia o il tuo ramarro, acchiappa di brutto su Facebook e Instagram e  Snapchat.

Ecco, allora, che il poveretto – ovvero il pet in questione – si trova imbellettato manco fosse Madonna in uno dei suoi show faraonici per essere fotografato e postato in mondo visione. Ma a noi di The Millennial piace uscire dal mainstream e abbiamo scovato i 5 pet che sui Social vi potranno far fare il botto di like!

Con loro diventerete virali, star incontrastate dei clickbait, fratelli e sorelle di fama di quel tamarro di Luis Fonsi che con Despacito ha raccattato quasi 4 MILIARDI (!!!) di visualizzazioni nel mondo. E allora vediamola questa top 5 dell’animale da compagnia da selfizzare:

Rana bombina:

Con le sue pupille a forma di cuore, le sue zampine posteriori palmate e la sua lingua discoidale è assolutamente glam. Il suo mood fashion rivive anche nell’accostamento di colori e pattern grazie a cui si afferma quale animale domestico privilegiato
da donne e gay.

Merlo indiano:

L’India è il Paese del futuro: ha un’economia ad altissimo potenziale di crescita; vanta una produzione cinematografica che sfida Hollywood; esporta da anni santi e santoni di fama mondiale. Ecco, allora, che anche il merlo, se diventa indiano, si fa ancora più figo. Ha una figura molto elegante; è capace di ripetere molti vocaboli; è sociale di natura. Si vocifera che possa anche cantare bene… E’ lui, allora, il degno erede di Luis Fonsi. Insegnategli quattro vaccate senza senso dotate di coreografia ed il gioco è fatto.

Cavia peruviana:

E’ docile, timida, tranquilla e – a differenza degli altri roditori – non vi rosicchia tutti i cavi che trova in casa. Il suo plus assoluto, tuttavia, è quello di provenire dal Perù! Non capite? Perù, cocaina, Colombia, Narcos: il nuovo tormentone mediatico. Ecco, allora, che potete dire di avere comprato la vostra cavia da un cattivissimo narcotrafficante che aveva conosciuto il Pablo (Escobar) e che aveva imbottito l’animaletto di stupefacenti prima di inviarvelo… E nasce il mito della cavia peruviana narcotrafficante.

Furetto:


Lui rappresenta il male oscuro. Se non ci giocate tanto e con trasporto cade infatti in depressione, non è una battuta! Ecco, allora, che con il furetto vi impadronite della rappresentazione stessa del male del secolo; quel male che si combatte a suon di sertralina e prozac e che affligge oltre 300 milioni di persone nel mondo. Bene, allora, se sfruttate bene foto + copy + hashtag  dei vostri post con furetto depresso avrete a disposizione 300 milioni di persone che potranno provare empatia per lui (e per voi).

Chinchilla:


Timido, non ama giocare, preferisce starsene per i fatti suoi. E allora cosa te ne fai di questo roditore? Lo esibisci per la sua pregiatissima pelliccia ma, attento ad un discorso animalista, affermi con i tuoi post che non lo scuoierai per puro edonismo (alias per una sciarpetta morbida morbia). Ecco, allora, che lo fotografi tipo “rapito degli anni ’80”: lui ed il giornale fresco fresco di pubblicazione che certifica che il 24 Settembre – data della foto – lui è vivo e vegeto.

E SE SEI UNO XENNIAL SCOPRI PERCHE’ TI SENTI UNO SFIGATO:

LEGGI ANCHE:

Ue! Allegria! Mi porto il cane in casa di riposo