Domandone: se studio fuorisede per un anno, quando torno a casa rompo? Un po’ sì

13 marzo 2018
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Secondo uno studio della London School of Economics i giovani millennial che ritornano a casa dopo l’università peggiorano la qualità della vita dei genitori babyboomer

Babyboomer contro millennial? Parrebbe così almeno in una circostanza della vita piuttosto comune: lo studio fuorisede. Chi ha genitori babyboomer, gente più o meno over 60 nel 2018, è cosciente del fatto che questi fortunati madri e padri tendono a non percepire granché delle angosce dei figli  millennial. Ovvero i bassi redditi, la carenza di lavoro e le sempiterne ansie. Loro si aspettano che dopo un soggiorno formativo all’estero o in qualche università italiana lontana da casa, siate tutti diventati ometti. O donne in carriera, pronti a salti di qualità, come è stato per loro.

Quando vi riaccolgono sembra tutto bello, vi impiattano il vostro comfort food prediletto e vi rimboccano la copertina come quando eravate ragazzini. Niente accenni di un possibile conflitto Babyboomer contro millennial. Poi le cose cambiano e piano piano noterete alcuni elementi inquietanti: la vostra camera è più seria, la lavatrice è chiaramente sottoutilizzata e in frigo niente più schifezze tipiche da binge watching o da Playstation. Capite che i vostri genitori, tra una vacanza e una crociera, tra un weekend lungo e una partita di calcetto, a casa passano ormai davvero poco tempo.

Secondo uno studio della London School of Economics da poco pubblicato, i giovani che ritornano nella casa di origine dopo un periodo lontano, all’università, di fatto peggiorano la qualità della vita dei genitori. Per giocare con le parole, i vostri genitori babyboomer vi considerano dei babyboomerang.

Lo studio ha esaminato 17 paesi, tra cui Francia, Germania e Italia. I ricercatori Marco Tosi ed Emily Grundy hanno monitorato alcuni parametri di qualità della vita quotidiana come: ansia di controllo, autonomia, piacere e autorealizzazione.

Tenetevi forte: hanno scoperto che la qualità della vita dei vostri genitori diminuisce in media dello 0,8% rispetto a quando ve ne stavate fuori dagli zebedei, con un effetto simile a quello di una disabilità legata all’età, per esempio come un problema di deambulazione.

Certo, si devono fare delle differenze culturali: i popoli di religione protestante hanno mostrato un declino maggiore rispetto a quelli cattolici e ortodossi. Qui da noi, o in Grecia, o in Spagna le famiglie radunano spesso molte generazioni, il che spesso contribuisce già di suo al peggioramento della qualità della vita. Ma tant’è.

«Quando i figli lasciano la casa, i rapporti matrimoniali migliorano e i genitori trovano un nuovo equilibrio», ha dichiarato Tosi al quotidiano inglese The Guardian. «E così finalmente si godono la vita, trovano nuovi hobby e attività. Quando i ragazzi tornano a casa, quell’equilibrio è violato».

Hai capito? Tu vai a studiare e loro si rimettono a fare i piccioncini, vanno a ballare, a fare corsi di tango, di lingue, di découpage. Torni e per loro ritorna l’incubo del farti trovare da mangiare, lavarti calzini fetenti e prestarti l’auto nuova senza alcuna garanzia di vederla tornare intonsa.

Del resto non è facile per un ventenne affrontare lo spettacolo disarmante di un babbo o una mamma che riscoprono musiche e attività degli anni Sessanta e Settanta. Incluse certe propensioni psichedeliche fuori tempo massimo. Con i millennial italiani il problema è anche più drammatico: con le ali spezzate da debiti fatti per ogni acquisto, bassi salari, un continuo e frustrante invio di cv senza risposta è terribile assistere allo spettacolo dei genitori babyboomer che se la spassano. Incuranti del proprio analfabetismo digitale e del tipico atteggiamento da “figli dei fiori che non pensano al domani”.

Peggio, il millennial aspira spesso a fasi “straight” in cui si impone di rigare dritto. E si deve beccare invece dei genitori radical chic che a metà della cena già si stappano la seconda boccia di Brunello e si rollano una canna. Sarà per quello che poi vi chiedono 20 volte la stessa cosa? Sarà per quei neuroni provati dagli alcaloidi?

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