Il distanziamento sociale (e psicologico) sta mettendo in discussione la devozione giapponese al lavoro

Kentaro Hara
21 Giugno 2020
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Durante il periodo di Stay Home, in Giappone si è consumata e si sta ancora consumando una specie rivoluzione. Che ora rischia di mettere in discussione l’intero modo di vivere della popolazione da secoli. E soprattutto il proprio Ikigai, ovvero ciò che dà motivazione all’esistenza.

I media tendono a mettere l’accento su notizie sensazionalistiche o su fatti discutibili, come l’aumento delle liceali che rimangono incinte a causa della chiusura delle scuole, una volta venuta meno la loro funzione di controllo sociale. O come gli anziani che entrano nei negozi e dicono “Sono positivo al Coronavirus!” per poter fare la spesa più velocemente.

In verità la maggior parte dei giapponesi Millennial ha trascorso educatamente questi due mesi restando a casa, sebbene l’ordine di non uscire di casa non sia stato restrittivo come da voi in Italia. 

In Giappone è sempre e solo richiesto di comportarsi in base al buonsenso e al rispetto degli altri. E funziona abbastanza bene.

Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, i giapponesi non hanno avuto altre occasioni che li obbligassero a ripensare al loro modo di vivere e al loro Ikigai. Il Covid-19 è stata un’occasione inattesa. Noi giapponesi prima pensavamo che avremmo potuto continuare a vivere nel modo che la società aveva scelto per noi.

La quotidianità, per la maggior parte dei Millennial nipponici, sta nel svegliarsi alle sei, prepararsi e arrivare alla stazione per prendere il treno. Che è sempre super pieno. E così è stato anche durante il Coronavirus.

Poi si esce dall’ufficio alle nove o dieci di sera e  ci si affretta a prendere l’ultimo treno del giorno per arrivare a casa solo dopo mezzanotte… Beh, certo, questo non vale proprio per tutti però le cose vanno più o meno così.

Subendo un colpo grave come questo, i giapponesi hanno avuto modo, forse senza rendersene conto, di riflettere su un distanziamento che non è solo fisico. Ma riguarda anche il pensiero di quanta distanza sia opportuno tenere dalla propria azienda e dalla famiglia.

Per la maggior parte dei giapponesi la famiglia è molto lontana purtroppo (rispetto alla vostra che ha una costante presenza nella vostra vita). Insomma, qui si parla non solo di distanza sociale ma anche di distanza psicologica.

Per questo su Twitter, Facebook, e IG sono apparsi un sacco di commenti attraverso i quali i giapponesi hanno cominciato a trasmettere agli altri i valori che hanno riscoperto durante questo periodo.

In questo periodo infatti si possono leggere i post di persone che si meravigliano di quanto sia cresciuto il proprio piccolo. Molti altri esprimono allegria all’idea di poter avere tempo di parlare con la loro famiglia. Insomma, i valori della famiglia che si erano persi nelle pesanti routine quotidiane sono riemersi, donando una nuova motivazione di vita.

Ciascuno ha il suo Ikigai, ma prima del Coronavirus si parlava più che altro di trovare stimoli in ciò che piace e ispira: cibo, hobby, sport ecc. Talvolta in queste conversazioni compariva anche la famiglia, ma mai in maniera massiva come oggi.

In Giappone certi riti conviviali come cenare tutti insieme in famiglia non sono abitudini scontate. E gli impiegati soprattutto non avevano mai pensato di immaginare altri modi di lavorare, ma ora hanno capito che quello pre-virus non era l’unico modo di vivere.

L’Ikigai non è mai un concetto fisso, le motivazioni possono cambiare per ciascuno durante tutta la vita, anzi possono cambiare da un momento all’altro. Il significato e il valore dell’Ikigai, però, non cambia.

Ci invita a vivere più motivati e gasati, anche quando ci troviamo in grande difficoltà. Allo stesso tempo si tratta di un concetto da trattare senza esagerazione, perché non è una  filosofia o una religione. È semplicemente ciò che ti invita a procedere avanti.

«Dopo la crisi, arriva una nuova occasione».

Questo detto giapponese è citato spesso in un momento come questo. Forse questa crisi provocata dal Coronavirus potrà provocare anche la possibilità di cambiare in meglio il sistema della società e il modo di lavorare in Giappone, e di conseguenza i rapporti con la famiglia.

Da voi è cambiato o potrebbe cambiare qualcosa in meglio durante la quarantena? Fatemi sapere! Mi trovate su Facebook o sulla Pagina di Themillennial.it

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