Non sopportare le fidanzate degli amici non è un problema. È sacrosanto!

22 agosto 2018
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Molti millennial saranno freschi reduci da vacanze a quattro, o a sei, o a qualche altro multiplo di due, perché si dà il caso che l’involuto essere umano, a parte rare eccezioni, si sia per lo più orientato su questo genere di relazione: la coppia. Ecco, quando a coppia si aggiunge coppia, in special modo quando queste coppie devono convivere forzatamente per svariati giorni, ai normali, terribili problemi di ogni rapporto se ne aggiungono altri. E’ in queste situazioni, ancor più che nelle consuete, rapide uscite a 4 serali, che ci si accorge con tutta evidenza di non sopportare le fidanzate degli amici. Ma perché mai?

 

Il bello dell’amicizia, di quella vera, sta nella libertà di potersi mandare a quel paese e in un sacco di altri posti poco accoglienti, e, poi…amici come prima. Ciò è del tutto impensabile rispetto alle fidanzate degli amici (o ai fidanzati delle amiche). Se dici a Marco che è un idiota, litigherete, vi prenderete a botte, vi spaccherete in faccia un paio di boccali di birra, poi farete pace. Ma, se dici alla fidanzata di Marco che è una zoccola, in particolare se lo fai in presenza di altre coppie, innescherai una serie di reazioni a catena, di giochi di alleanze, di strategie diplomatiche, che l’omicidio dell’arciduca Francesco Ferdinando a Sarajevo in confronto è una bagatella.

Marco si sentirà in dovere di difendere la sua fidanzata (anche qualora non gliene fregasse assolutamente nulla di quell’offesa), le altre ragazze si sentiranno per qualche motivo vendicate nei confronti della ragazza di Marco (che magari è davvero una stronza) e quindi ti daranno subdolamente manforte oppure si sentiranno coinvolte nell’offesa e tu ti ritroverai contro non solo il povero Marco ma un intero esercito di amazzoni. Insomma, pure nel caso in cui la fidanzata del tuo amico fosse un essere spregevole, pure nel caso in cui ti sottoponesse a ingiustizie e angherie, tu dovrai mandare giù il rospo e zittire la rabbia. Questo vale anche per situazioni meno estreme, per quei piccoli gesti fastidiosi, per quei trascurabili comportamenti irritanti di cui ognuno di noi è colpevole agli occhi degli altri. Se un amico fatica a tirare fuori i suoi soldi al momento del conto gli si dice che è un cazzo di tirchio, ma se la sua fidanzata dà inequivocabili segnali di avarizia tocca mordersi la lingua. Alla luce di queste considerazioni, non sopportare le fidanzate degli amici è sacrosanto. Sono propiziatrici di bile, di mal di fegato, di emorroidi e di un sacco di altri acciacchi psicosomatici da frustrazione.

A tutto ciò si aggiunge la sottile, immatura, imbarazzante gelosia di cui siamo tutti vittime quando si fidanzano i nostri amici. E’ di un egoismo orribile, è vero, eppure in cuor nostro pensiamo: preferivo averlo sempre a mia disposizione, pronto a cazzeggiare in mia compagnia 24/7. Alla creatura che ci avrà strappato un alleato nella lotta quotidiana contro la noia, alla creatura che ci avrà indirettamente resi un po’ più soli in questo universo freddo e vuoto, non faremo alcun genere di sconti: dalla cellulite alla scarsa propensione per la trigonometria, saranno innumerevoli i difetti che, con nostri i sensi acutizzati dallo spirito di vendetta, riusciremo a scovare. E poi, da vere carogne, non manifesteremo apertamente il nostro non sopportare le fidanzate degli amici, non diremo al povero Marco di cui sopra “ehi, la tua nuova ragazza ha i capelli unti”, ma faremo cadere qua e là allusioni, calibreremo non detti, instilleremo nel nostro amico dubbi che si faranno strada dentro di lui con più precisione e profondità rispetto a critiche esplicite – e, per questo, stroncabili sul nascere.

Se non sopportare le fidanzate degli amici è allora quasi inevitabile, forse il vero affare lo fanno gli appartenenti a una categoria disprezzata e condannata urbi et orbi: quelli che si fidanzano e spariscono.

 

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