Orgoglio e pregiudizio analisi per Millennial single: un libro che ci insegna quali amori (non) fanno per noi

3 ottobre 2018
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“È una verità universalmente riconosciuta, che uno scapolo in possesso di un’ampia fortuna debba avere bisogno di una moglie.” Ecco a voi Orgoglio e pregiudizio analisi per Millennial.

È probabile che questa frase non dica nulla a nessuno di voi Millennial, ma a qualcuno (più probabilmente a qualcuna) salterà all’occhio che non può essere dell’autrice di questo articolo. Si tratta infatti di una frase talmente anacronistica da richiedere un’analisi dell’opera di cui è l’incipit: Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen.

Il romanzo in questione vede due sorelle – Elisabeth (se vi fa comodo immaginatela come Keira Knightley, che l’ha interpretata dell’omonimo film) e Jane – provenienti da una famiglia che è una barzelletta, spiccare per la loro intelligenza e il loro (scarso) savoir-faire e trovare l’amore (casto e a norma di legge) dopo svariate peripezie.

E con chi lo trovano? Chiaramente con due scapoli molto ricchi, belli e fascinosi, i celeberrimi Mr Darcy e Mr Bingley.

In cosa consiste la fortuna dei due giovanotti? Naturalmente nel dotarsi sì due mogli belle, modeste e che si occuperanno della casa e dei figli “aggratis”.

In cosa consiste invece la fortuna delle due giovanotte? Nell’aver trovato due mariti che le tirano fuori dell’assurda famiglia di origine e che apprezzano le loro doti di beltà, intelletto e modi.

Basta la sinossi per capire due cose: a) non è romanzo contemporaneo; b) forse dovreste leggerlo.

L’apparente incongruenza tra le due affermazioni, nell’ottica di Orgoglio e pregiudizio analisi per Millennial, va indagata puntualmente.

a) Se rileggiamo l’incipit del romanzo ci rendiamo conto che ai giorni nostri suonerebbe così “ È una verità universalmente riconosciuta che un single in possesso di un ricco conto in banca e di un portafoglio azionario diversificato debba aver bisogno di: un personal trainer, una barca, un cane, un orologio d’oro, un conto in Svizzera, un social media manager, una lavanderia di fiducia, un centro estetico aperto h24, un hashtag personale, trentadue paia di scarpe brandizzate col suo nome, pelliccia di ermellino, pantofole di coccodrillo, un nutrizionista macrobiotico-crudista, ecc.

Dov’è finita la moglie?

Sarebbe affrettato concludere che lo scapolo d’oro non sia interessato alle donne ma la verità è che il suo unico, vero, insostituibile interesse è rimirarsi negli innumerevoli specchi del suo attico mentre sorseggia infusi di erbe cinesi alternati a beveroni proteici e controlla compulsivamente i like alle sue foto su Instagram.

Dunque, se Jane Austen fosse vissuta ai nostri giorni non avremmo avuto una delle più belle storie d’amore letterario che si ricordino a memoria di donna (non di uomo, chiaramente, perché vorrei conoscere il bipede dotato di cromosoma Y che abbia letto le Austen), Mr Darcy non sarebbe sinonimo di perfezione, Elisabeth non evocherebbe coraggio e sfrontatezza. A risentirne sarebbe stata anche la carriera di Keira Knightley, a dirla tutta.

b) Ma allora perché leggerlo? Sebbene il postulato dell’uomo ricco che necessita di moglie non si applichi a noi (soprattutto perché manca il presupposto economico) Orgoglio e pregiudizio può ancora oggi dirci qualcosa. La cara Jane Austen è infatti una sopraffina sociologa, antesignana dei migliori profiler delle nostre serie tv preferite, una tessitrice di trame che del romanzo rosa hanno qualcosa ma che brillano per arguzia e celano approfondite riflessioni antropologiche che non passano mai di moda, infatti ,anche se manca l’oro, di single incalliti è pieno il mondo, quindi meglio essere preparati. Se non per coniugarli quantomeno per evitarli!

 

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