I cani sono meglio delle persone, almeno in quanto a chimica. Sono i nostri pusher di ossitocina

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25 Luglio 2019
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Si dice che la generazione Millennial sia la più egoista in assoluto. In realtà, a quanto pare, è proprio questa generazione “arida di sentimenti” la più attenta all’affetto degli animali domestici. Ma in che senso per i Millennial i cani sono meglio delle persone?

Li considerano come membri a tutti gli effetti del sistema familiare, preferendo la loro presenza a quella di alcuni parenti più prossimi (e come biasimarli, mi viene da dire).

Fin dai tempi più antichi il cane è il migliore amico dell’uomo. E non è un modo di dire: l’archeologia rivela che il nostro rapporto con i cani risale a più di 45.000 anni fa.

Meg Olmert, autrice del libro Made for Each Other: The Biology of the Human-Animal Bond, racconta che la relazione che si instaura tra uomo e animale attiva un sistema di risposte comportamentali, neurochimiche e psicologiche.

La relazione che si instaura tra il padrone e il proprio cane è una relazione esclusiva: basta guardare il proprio cane per riceverne risposte neurofisiologiche (non vi sarà la stessa risposta guardando in cane del vostro vicino di casa o di un tizio incontrato per strada, ad esempio). Per intenderci, la relazione è caratterizzata da reazioni neurochimiche paragonabili a quelle che si instaurano tra madre e bambino.

Come funziona l’amore di un cane?

Elemento centrale di questa relazione esclusiva è dato dalla natura del sentimento che l’animale prova per il padrone: incondizionato. Tendenzialmente impara dai gesti del padrone, ma riesce ad essere molto più affettuoso. Ciò significa che, a prescindere dal grado di affetto che il padrone può dimostrare, il cane sarà sempre pronto ad accoglierlo con entusiasmo. Sono quindi di gran lunga più generosi di quanto siamo noi con loro.

Quali sono i benefici?

Prima di tutto, la vicinanza di un cane riduce notevolmente i livelli di stress. Avere un amico a quattro zampe che ti aspetta ogni giorno, al rientro dal lavoro, sembra apportare dei grandi benefici all’organismo del padrone.

Non per niente, una forma di cura terapeutica è la pet therapy che vede i cani impegnati, in aggiunta alle cure farmacologiche e psicologiche del caso, nel sostegno di persone affette dal disturbo post traumatico da stress o dalla depressione.

Vediamo cosa succede esattamente al nostro organismo: battito cardiaco e pressione sanguigna assumono un ritmo più rilassato, migliorando la variabilità della frequenza cardiaca, nonché la capacità del cuore di rispondere allo stress cambiando ritmo.

A livello ormonale, sia il corpo del padrone sia l’organismo del cane iniziano a rilasciare sostanze che danno una sensazione di benessere e di gratificazione. Uno degli ormoni prodotti è l’ossitocina, presente in diversi mammiferi e nota soprattutto perché  responsabile della produzione del latte materno. Questa sostanza non viene secreta solo dalle ghiandole mammarie, ma anche da alcune ragioni del cervello in risposta a particolari stati emotivi. Operando insieme ad altri neurotrasmettitori come la serotonina e l’adrenalina, producono nella persona uno stato di perfetta calma fisiologica.

Dite che è abbastanza per giustificare quella percentuale di Millennial che preferisce le coccole del proprio animale domestico a quelle del partner? (ben il 42% secondo la ricerca di  Zulily,  retail online statunitense)

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