Buoni propositi per l’anno nuovo? Il Sankalpa dei millennial non esiste

30 Dicembre 2021
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«Salgo in terrazza, c’è il sole. Mi siedo sul tappetino, osservo il cielo limpido e ringrazio. Ringrazio per tutti e 363 giorni trascorsi, per oggi, per questo sole. Ringrazio perché mi ricordo di ringraziare».

È il 30 dicembre, manca un giorno a Capodanno 2022 e ancora non ho stilato la lista dei buoni propositi. Non me ne sono dimenticata, come potrei con tutte quelle che fioccano sui social da qualche giorno? Millennial, generazione Y, Z, K, boomer, usate tutti i termini che volete (e che io non mastico molto bene). La verità è che quando si parla di liste di buoni propositi le differenze generazionali non esistono.

«Mi siedo sui talloni appoggio le mani sul tappetino, sposto il peso in avanti e apro le gambe posizionando le ginocchia alle estremità del mat. Allungo le braccia in avanti e lentamente, espirando lascio andare il peso all’indietro, cercando di sedermi nuovamente sui talloni, e poggio la fronte sul tappetino. Sono in Balasana, la posizione del bambino».

Ho riletto quella dell’anno scorso. Titolo della lista: “Cosa voglio nella mia vita?”. Nessuna promessa folle da abbandonare dopo solo due settimane, nessuna aspettativa, nessuna pressione. Dopo 365 giorni continuo a volere le stesse cose: “Sentirmi, assaporare i momenti, formulare pensieri positivi, coltivare l’amore per me stessa, ecc…”. Non si tratta più solo di buoni propositi per il 2022, ma per tutti i blocchi di 365 giorni che verranno.

«Chiudo gli occhi. Connetto con la respirazione e individuo il proposito della pratica. In che direzione e su cosa voglio lavorare oggi?».

Nella filosofia yoga il Sankalpa rappresenta l’intenzione che ci proponiamo di coltivare all’inizio di ogni pratica. San letteralmente significa “diventare tutt’uno con” e kalpa significa “tempo” e “mente subconscia”. Non è la nostra mente razionale quindi a dettare quest’intenzione ma la parte più profonda di noi. Il Sankalpa nasce da solo, nel silenzio, dal nostro cuore. È un ricordare a sé stessi cosa desideriamo veramente. 

«“Io sono fiducia per me e per gli altri”. Inspiro guardo in avanti, sposto il peso in avanti e posiziono le ginocchia alla stessa larghezza delle spalle, espiro spingendo con le mani sulla superficie del tappetino porto il bacino verso l’alto. Adho Mukha Svanasana o cane a testa in giù. Piego leggermente le ginocchia, talloni verso il basso. Mantengo la respirazione. “Io sono fiducia per me e per gli altri”».

Mi avevano detto che spesso accade. Il tappetino sta diventando lo specchio della mia vita: mi sono accorta che quando faccio fatica a srotolarlo è perché non voglio affrontare e riconoscere. Quello che coltivo durante la pratica lo porto fuori nel mondo e viceversa. Questo accade anche con le intenzioni.

«Inspiro sposto il peso in avanti, spalle all’altezza delle mani: plank. Risucchio l’ombelico verso l’addome, ventre contratto, collo attivo. Mantengo una respirazione. “Io sono fiducia per me e per gli altri”. Espirando piego le ginocchia e senza toccare terra spingo il bacino verso l’alto. Di nuovo cane a testa in giù. Lentamente, seguendo il ritmo del mio respiro, continuo ad alternare le due posizioni descrivendo delle piccole onde. Mi lascio cullare dal mio Sankalpa. “Io sono fiducia per me e per gli altri”».

La mia lista quest’anno avrà una sola voce: coltivare un proposito ogni giorno. Un’intenzione su cui lavorare per quelle 24h che mi permetta di essere presente. L’ancora a cui far ritorno per spegnere il pilota automatico che spesso si accende durante il tran tran quotidiano. L’aggiungerete anche voi alla vostra lista? Buon primo Sankalpa del 2022!

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