Psicodramma Xennial: eh sì, caro giovane anziano, perfino un flamingo ha più successo di te!

12 settembre 2017
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La generazione xennial è la più sfigata dai tempi di Caporetto. Quella che venderebbe l’anima al diavolo pur di avere, almeno per un minuto, il successo di un qualsiasi flamingo gonfiabile.

Ma è veramente questa l’epoca in cui viviamo? Quella in cui Gianluca Vacchi esibisce su Instagram una (vacchi)ata a caso beccandosi dai 100K like in su in 3 nano secondi; quella in cui flamingo e gonfiabili diventano il vero must estivo e scalzano Chiara Ferragni dalla topo ten social-mediatica; quella in cui i mostro-video di papà che mangiano schifezze col ciuccio registrano oltre 2 milioni di visualizzazioni!

Great night at @miaclubbing @nicolazucchi #gianlucavacchi

Un post condiviso da Gianluca Vacchi (@gianlucavacchi) in data:

Purtroppo sì… questi sono i “tempi moderni”; tempi in cui essere una “social star” (anche in versione gonfiabile) diventa la chiave di svolta per una vita ed una carriera – o presunta tale – di successo. Non è un caso, dunque, che in Cina sia stato introdotto presso lo Yiwu Industrial and Commercial College, dalle parti di Shangai, un diploma di laurea triennale battezzato “Modelling and Etiquette” dedicato alla formazione di futuri influencers e celeb online.

E se i millenials trovano normale tutto ciò, altrettanto non si può dire per xennial (e generazione X) che non riescono a trovarsi pienamente a proprio agio in un’epoca di continue “rivoluzioni copernicane”.

Intrappolato in una bolla spazio/temporale sospesa tra passato e futuro, il nostro eroe è un 40enne che percepisce – appieno – di far parte di una generazione che lui stesso ama definire “incontestabilmente sfigata”. La frase “dopo i 50 anni le cose cambiano” gli sembra surreale dato che, in effetti, il mondo si è già tragicamente capovolto da almeno una decade e più…

Il nostro giovane anziano,  o xennial, non è un nativo digitale ma ne deve adottare le abitudini; non appartiene alla generazione dei millenials ma la deve abbracciare; detesta il concetto geek ma lo deve far suo; parla una lingua che non gli appartiene che coniuga negazioni ad oltranza (non udente; non vedente) ad inglesismi imbarazzanti (la gente, oggi, si spinoffa al lavoro…).

Insomma, per la prima volta nella storia dell’umanità ci troviamo di fronte ad una generazione che rimpiange il passato e teme – profondamente – il futuro. Vorrebbe ritornare all’Enciclopedia Britannica invece, suo malgrado, si trova a dover consultare Wikipedia per attingere ad un sapere di dubbia qualità.

Ecco, allora, le 5 situazioni che fanno capire al nostro xenniel di essere incontestabilmente sfigato:

  • Lavoro: nato professionalmente quale giornalista, fotografo, addetto ufficio stampa o pubblicitario il nostro eroe si trasforma ora in blogger, Iger, SMM, YouTuber, inserzionista Facebook… Camaleontico ed istrionico, ha infatti capito da una decina di anni che il business plan andava cambiato e, darwinianamente, si è evoluto abbandonando vecchi schemi mentali ed aprendosi alle nuove tecnologie. Pensava di essere un quarantenne, invece è uno xennial. Da giornalista con tanto di patentino si è trasformato in blogger amante dei gattini; da fotografo per National Geographic si è convertito ai filtri Instagram; da addetto ufficio stampa ha abbracciato una comunicazione 2.0 reinventandosi: blogger/SMM/psicologo di una Community Social/Pubblicitario/Grafico… insomma è pienamente cosciente di fare tutto e di farlo orgogliosamente male! E allora il nostro, profondamente incerto su quella che è la propria essenza, si interroga chiedendosi: “ma io, professionalmente, evolvo o involvo?” e allora giù, come faceva da adolescente, ad organizzare una seduta spiritica per mettersi in contatto con il buon Charles (Darwin) e chiedergli: “ma perché io?”.
  • Conio: ebbene sì… il passaggio lira/euro ha portato nelle case degli italiani il concetto di “mutuo a vita”. Cambio disastroso; sciagura devastante; Prodi potevi fare meglio; chi ce l’ha fatto fare… Salvini se lo gioca sempre durante le campagne elettorali (l’euro); il 40enne lo maledice ogni mese ovvero quando, aprendo la cassetta delle lettere, trova una cordiale missiva di Intesa San Paolo o UniCredit che gli ricorda: “bravo, sei a buon punto… hai pagato 60 delle 360 rate del tuo mutuo”. E lui fa due conti e si ricorda che… il suo mutuo di 30 anni è frutto di quello sciagurato cambio lira/euro grazie a cui il prezzo di un appartamento è passato da 400 milioni a 800 milioni (parliamo di Milano). Mica briciole…
  • Alimentazione: cresciuto a suon di “mangia il bisteccone che diventi alto e forte”, lo xennial si ritrova ora nel carrello della spesa semi e frutta secca. Certo… quei semini che gli ricordano tanto il becchime che dava al suo canarino sono diventati, ora, il segreto per la sua eterna salute. Preziosi doni della terra, che lo allontaneranno per sempre da carne, pesce, latte, grassi animali sinonimo di sciagure e pestilenze. Ok, stiamo un po’ esagerando, ma il nostro eroe – un po’ – la rimpiange quella filosofia “bisteccone sano e forte” grazie a cui termini quali angus, chianina, fiorentina divennero tt…
  • Corteggiamento: e qui, al nostro, viene meno il concetto di quell’emozionante anonima* grazie a cui capiva di piacere a qualcuno che non aveva il coraggio di telefonargli direttamente; quel “ti presento una mia amica che è simpatica” che presupponeva una rospa/ma simpatica; quelle finte telefonate di un’amica che doveva fare ingelosire la fidanzata ufficiale… Tutto svanito grazie alle “nuove tecnologie”. L’anonima meglio non farla perché sul mobile appare subito il numero di chi chiama e scatta la figuraccia; l’amica cessa la becchi subito su Facebook e addio sorpresa; la finta telefonata per ingelosire idem come sopra… insomma, non c’è più quel mistero che rendeva tutto più romantico e avventuroso!
    *telefonata
  • Neologismi: e qui la confusione regna sovrana! Il lavoro da casa è diventato in remoto; lo spazzino è l’operatore ecologico; il bidello è il collaboratore scolastico; chi è affetto da handicap è diversamente abile; la mamma e il papà sono genitore 1 e genitore 2. Ma scusate secondo voi bidello, spazzino o handicap sono parolacce? No, e allora perché abolirle? Boh… e anche qui il nostro xennial si chiede “ma perché sto complicarsi la vita cambiando nome a tutto”!

Non proseguiamo per non turbare oltre l’equilibrio psico-mondiale…

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