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Yoga, insegnamenti inaspettati: piedi e mania del controllo

9 Dicembre 2021
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«È la prima giornata del corso di formazione per insegnanti yoga. Apro la prima pagina del manuale che ci hanno consegnato e leggo queste parole: “Il cambiamento è l’unica certezza, e l’amore l’unico stato reale”».

Quanta verità! Ci insegnano ad avere tutto sotto controllo, la carriera, le relazioni, l’ultimo accesso su Whatsapp, e poi? Poi la vita poi dimostra ben altro: che tutto può cambiare in un secondo e che le certezze, quelle che pensavamo di avere, non hanno un bel niente di certo. Se insegnassimo a percepire il cambiamento come qualcosa di naturale? Se continuassimo a viverlo così anche dopo “essere cresciuti”?

«Mi siedo a gambe incrociate sul tappetino che ho posizionato accanto agli altri in modo tale da formare un cerchio. Guidata dalla prof. chiudo gli occhi, la sua voce mi accompagna mentre sposto l’attenzione verso dentro. Lascio fuori tutti i rumori».

All’inizio non credevo di poterci riuscire: non solo sentivo i rumori, pensavo anche «oddio li sto sentendo» e tutto nella mia mente diventava ancora più caotico. Ricordo che una delle insegnanti yoga in Thailandia mi consigliò di accettare di non poter controllare questo processo: «Just let it go». Così ho fatto.

«Mi concentro sul respiro e, pian piano, mi permetto di lasciare andare il controllo sui pensieri. Osservo come sono presenti indipendentemente dalla mia volontà: nascono e muoiono, cambiano in continuazione; alcuni, ostinati, si ripropongono con vigore».

Mi capitava di esaminare le persone, cercavo di indovinare i loro pensieri e provavo a decifrare i loro stati d’animo. Passando in rassegna tutti i possibili scenari in cui si sarebbe potuta evolvere una situazione ero pronta a qualsiasi evenienza. Cosa possiamo aspettarci dagli altri? E da noi stessi?

«Apro gli occhi. Sempre seduta allungo le gambe in avanti e sollevo i piedi a martello, poi li punto in avanti. Provo poi a separare le dita dei piedi. Apro e chiudo, apro e chiudo. Continuo a provarci. È davvero difficile! Ascolto la prof. che divertita ci invita a riflettere: “Non riusciamo a controllare per bene le dita dei nostri piedi e pensiamo di poter controllare tutto il resto?”». 

Così tra una risata e un’altra l’insegnamento è arrivato forte e chiaro, in maniera semplice e inaspettata. Avete presente quando iniziate a elaborare decine di supposizioni, quel vortice di “forse” e di “se”? Fermatevi un attimo e provate a separare le dita dei vostri piedi. Vi fa ridere? Perfetto! Vi state già allenando ad abbandonare il desiderio di controllare l’incontrollabile… Tutto ciò che è al di fuori di voi.

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