Le regole del flirt? Le stesse di un colloquio di lavoro

Parola di Alain de Botton

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16 Novembre 2017
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Per diventare assi delle regole del flirt dovremmo filtrare ogni giorno. Al lavoro, in banca, al bar e anche al supermercato. Sempre. In ogni momento. Se lo facessimo tutti, tra l’altro, il mondo sarebbe un posto migliore, fatto di persone più soddisfatte, appagate e sicure di sé. Senza disoccupati sentimentali.

Conversazioni che nascono davanti a un bicchiere di vino in una sera umida di novembre.

“Ho visto un video della School of Life di Alain de Botton che parla delle regole del flirt”.

“Chi è Alain de Bottom?”

“De Botton! Un mito. Dobbiamo andare a seguire qualche lezione a Londra, a me piacerebbe seguire il corso How to Find Love, ma ci sono anche quelli per diventare più sicuri di sé al lavoro”.

“Ma parla d’amore o di lavoro questo Botton?”

“Di entrambe le cose. Parla di tutto: è la scuola della vita, la sua. E il video che ho visto oggi – dicevo – parlava dei benefici del flirt. Più flirti, più diventi bravo, più cresce la tua autostima”.

“Come succede con i colloqui di lavoro!”

“Infatti”.

Infatti. Quante volte capita di fare un colloquio sapendo che la posizione per la quale lo si sta facendo non ci interessa realmente o pur riconoscendo che ci mancano alcune competenze richieste dalla job description.

Ma, chi ha mai rinunciato a un colloquio? Pochi o nessuno.

Perché sono un ottimo esercizio per imparare a presentarsi (e a vendersi), perché non si può mai sapere cosa può nascere da un incontro e perché se dovesse andare bene – seppur non interessati a quel lavoro – saremmo gratificati.

Proprio come accade quando si applicano le regole del flirt. “Il flirt è un processo sociale fondamentale che ci infonde fiducia e autostima”, dice Alain de Botton. “Chi sa flirtare è consapevole che è possibile regalare a qualcuno l’aspetto più appagante del sesso usando solo il linguaggio”.

Troppe volte pensiamo che filtrare sia sinonimo di manipolare, ma non è così. Il flirt è una generosa rassicurazione che dona fiducia e autostima. Non bisogna smettere di flirtare, ma imparare a praticare solo le sue versioni più positive… Quindi: dimenticate il flirt per sentirvi meglio voi… illudendo l’altro.

Le buone regole del flirt ci insegnano che è un tentativo, guidato dalla gentilezza e dall’eccitazione, di convincere un’altra persona a credere di più nelle sue potenzialità, fisiche e mentali. Al di là di tutte le convenzioni sociali, al di là dell’età, del momento. Il flirt permette di vedere – spiega sempre de Botton – come sarebbe potuto essere, mostra una possibile alternativa. Ma il buon flirt, soprattutto, sa dare la giusta importanza agli impulsi del momento, fermandoli per evitare che danneggino il futuro. Andare a letto con il capo, con il vicino di casa, con una donna sposata, con il fidanzato della migliore amica non sono ottime idee, no?

Quindi, niente sesso. O almeno non ogni volta che si filtra!

Il flirt deve servire a ristabilire un equilibrio interiore, a prendere coscienza di sé. E se tutti lo facessimo, il mondo sarebbe un posto migliore.

 

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