La scuola non deve diventare come gli odiosi webinar

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1 Agosto 2020
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Webinar no. Il mio unico desiderio in quanto essere umano, prima ancora che come papà millennial di due futuri studenti che oggi sguazzano nei nidi, era che la scuola non finisse così.

Apparentemente minimalista ma estrema e ingombrante tanto da poter essere sintetizzata in questa parola diventata a un tratto odiosamente onnipresente: w-e-b-i-n-a-r. Una scuola a distanza, inutile come le centinaia di corsi online spuntati come le zanzare al tramonto, che con il lungo andare sarebbe diventata veramente nociva per la nostra salute fisica e mentale, come per quella dei nostri figli. No.

Ora che finalmente il ministero guidato da Lucia Azzolina (chi è) sta cominciando a fare i primi passi concreti per uscire dal tunnel buio del dubbio in cui molti genitori erano intrappolati, prendo un respiro di sollievo anch’io. La scuola, che sia nido, materna, primaria o secondaria, deve essere scuola. E non è solo questione di nozioni, che in effetti con un po’ di buona volontà si potrebbero apprendere parzialmente anche davanti agli schermi dei computer. Parzialmente perché una tastiera e un display non potranno mai sostituire le componenti accessorie che un banco di scuola circondato da altri banchi comportano.

Da un lato ci sono le relazioni dei nostri figli con i loro compagni – dove ovviamente non c’è storia tra ‘la scuola webinar’ e quella tradizionale – e dall’altro lato ci sono i vantaggi, che sono di certo superiori rispetto agli eventuali svantaggi, dell’apprendimento in gruppo. Ci siamo passati tutti, gli errori e le virtù degli altri studenti sono un ottimo aiuto per la nostra formazione, sia accademica, che umana. Solo condividendo l’esperienza della scuola con gli altri, i nostri figli avranno la possibilità di capire a fondo i loro talenti e i loro limiti.

Banchi singoli con le rotelle e multifunzionali, banchi tradizioni. Chi se ne frega. Lo sappiamo tutti che la scuola ideale per ripartire in sicurezza dopo il coronavirus non esiste. Per prima cosa perché questo ‘dopo’, per come sembrano andare le cose, per il momento è solo un’ideale. Il covid-19 in molte nazioni non è mai diminuito e in altre dopo una breve pausa merito del lockdown ha già ripreso lentamente a comparire. E siamo ancora ad agosto, figuriamoci con l’arrivo del freddo. Poi anche perché è chiaro che imporre ai bambini, ma anche ai ragazzi, il distanziamento consigliato è pura fantascienza. Così come l’idea della mascherina, soprattutto per i più piccini. E credo che tutti i genitori del mondo lo abbiano capito durante questi mesi.

I nidi e le scuole materne, secondo le linee guide pubblicate dal Miur per la ripresa, tenderanno molto più alla normalità che al modello webinar. Niente mascherine e stessa durata. Le novità riguarderanno i gruppi chiusi e stabili sia nelle relazioni tra bambini che in quella tra minori e insegnanti. L’obiettivo, insomma, non è quello di isolare i nostri figli ma quello di rendere tracciabili i suoi contatti, semmai ce ne dovesse essere bisogno. Una serie di scelte che a mio parere sono oculate e rispettano il concetto stesso di scuola: lo dico da papà millennial senza l’alternativa ‘nonni’, mi piacciono.

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