Robot sessuali: e se il futuro del sesso fosse cibernetico?

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6 Luglio 2020
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Quanto sesso fare?

 

In un articolo pubblicato da GQ ci si chiede quanto sesso si debba fare a seconda della propria età.

Gli studi citati all’interno del pezzo non rispondono alla domanda, volutamente fuorviante, ma forniscono una serie di informazioni, neppure originali, circa la contingenza di vari fattori che influiscono sulla nostra vita sessuale.

Se mi ponessero lo stesso quesito, non avrei dubbi nel rispondere: fate sesso quando vi va di farlo.

In ogni caso tale domanda la dice lunga sulle nostre insicurezze e frustrazioni a riguardo e qualunque risposta diversa da quella che ho dato ammazzerebbe la fantasia e lo slancio all’autodeterminazione, lasciando chiunque col dubbio di non essere all’altezza.

Mi rendo conto che il desiderio non vada di pari passo con la concreta possibilità di fare sesso, ciò genera ulteriore avvilimento.

Prendete me: attualmente non sono interessata ad avere una relazione né tantomeno a fare sesso in compagnia o da sola. Lavoro così tanto che la mia odierna idea di godimento è non fare niente: dormire è il corrispettivo di un orgasmo.

Ho quasi 37 anni, non sono di certo vecchia e in ogni caso ho attraversato fasi simili molte altre volte nel corso della vita, anche quando stavo in una relazione, il che era più complicato, perché mi sentivo in dovere di dover rendere conto ai partner. Adesso che sono single, mi godo questa apatia sessuale con enorme tranquillità, senza sentirmi sbagliata o – peggio – inadeguata rispetto al mio noto arrapamento.

Quando avrò voglia di farlo, lo farò.

Forse.

Per una donna fare sesso è più facile?

Infatti – contrariamente a quanto si pensi – non è vero che per una donna scopare sia facile come schioccare le dita, questa è una cazzata sparata da quei disadattati che si dichiarano MRA (men’s rights activists, i quali azzardano teorie assimilabili a quella di Salvini sull’eterofobia, tanto per capirci).

Fare sesso nel nostro contesto è difficile per chiunque. Innanzitutto abbiamo delle preferenze di natura comportamentale, culturale e fisica, non che queste siano inflessibili, ma resta il fatto che, se non siamo attratti dall’altra persona per una di queste ragioni, difficilmente avremo voglia di andarci a letto. Ci sono poi i pregiudizi che abbiamo interiorizzato su di noi, sugli altri e anche su come le dinamiche sessuali dovrebbero essere. La nostra Società inoltre si relaziona in modo ambivalente al sesso: lo demonizza ma lo mette ovunque più o meno palesemente, perché vende. Peccato che, con questa storia del vendere, venga strumentalizzato il nostro desiderio sessuale, orientato all’acquisto di beni che non ci servono neppure. Questo meccanismo di dirottamento del desiderio è legittimato solo se tramite il sesso si tenta di vendere cose, quando si tratta di vendere il sesso stesso (pornografia, prestazioni sessuali, ecc.), allora subentra una morale puritana.

Perché è così difficile fare sesso?

Il modo migliore per liberarci da questa morsa perbenista è rifiutarla affermando i nostri corpi, i nostri desideri e la nostra volontà.

Talvolta anche il sesso disimpegnato è reso difficile dal fatto che sembra richiedere dei rituali, mentre non mancano momenti in cui passeremmo dal “ciao!” allo “scopiamo!” senza soluzione di continuità.

Le app di incontri in alcuni casi semplificano questo passaggio, altre volte lo esasperano.

Considerato quanto sia diventato complicato trovare feeling tramite esse, credo davvero che in futuro prenderanno sempre più piede i robot umanoidi anche come complementi sessuali.

La tecnologia aiuta a fare sesso?

Questo recente periodo di isolamento o convivenza coatta a causa del Coronavirus ha inevitabilmente cambiato le nostre abitudini sessuali ed è stato una sorta di “prova del 9”. I dati parlano chiaro: un aumento della fruizione di pornografia e un aumento nell’uso di sex toy.

Proprio grazie alla tecnologia siamo stati in grado di continuare a fare sesso anche a distanza e in modi più sperimentali, trend destinato a salire, perché la nostra vita sessuale è sempre più influenzata da componenti tecnologiche e lo sarà ancora di più col passare del tempo. Ci sono i sex toy gestiti da remoto, la realtà aumentata, i visori multidimensionali, anche il sexting è un’evoluzione tecnologica del sesso telefonico, noto ai millennial della prima decade, ma la vera rivoluzione avverrà quando potremo fare sesso con robot dalle sembianze umane.

Altro che bambole gonfiabili o love dolls, ossia bambole in silicone dall’aspetto umano estremamente realistiche, ma inanimate (consiglio a riguardo la lettura di Pornocultura – Viaggio in fondo alla carne di Claudia Attimonelli e Vincenzo Susca, edito da Mimesis), mi riferisco a umanoidi, ossia macchine dall’aspetto umano e programmate per avere una certa autonomia motoria e relazionale.

Seppure si tratta di tecnologie ancora in via di sperimentazione e molto costose, prima o poi entreranno a fare parte della nostra vita, anche intima.

Il futuro del sesso sono i robot?

Del resto è già possibile vederli impiegati nelle mansioni più disparate. Uno dei casi più rinomati, risalente al 2015, è quello di Geminoid F, che ha preso parte a un film (credo che il livello di recitazione fosse quello di “cagna maledetta”, ma almeno ha una scusante!), ci sono robot concierge e persino robot che officiano riti religiosi.

Arriveranno ben presto anche umanoidi che ci faranno fare fuori d’artificio sotto le lenzuola (spero in senso non letterale) e questo non significa che smetteremo di fare sesso fra di noi, ma che avremo delle alternative per compensare una serie di impedimenti o difficoltà contestuali.

Iniziamo a mettere i soldi da parte: ci serviranno per la prossima pandemia!

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