La serie Netflix Wanderlust mette le mani nell’ennesimo tabù: gli scambi di coppia

3 novembre 2018
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I protagonisti della serie Netflix si fanno conquistare dal tradimento controllato. Ma entrambi incappano in una serie di problemi, a partire dalla riprovazione dei figli millennial

Wanderlust  in psicologia è un termiche che indica la voglia di viaggiare o esplorare, che può sconfinare in una vera e propria sindrome. Ma perché chiamare così una serie Netflix?

Azzardiamo… forse perché chiamarla “Beghe matrimoniali” sarebbe stato troppo deprimente?

La nuova serie targata Netflix Wanderlust, in streaming dal 19 ottobre, ha infatti per protagonisti Alan (Steven Mackintosh) e Joy (Toni Colette), una coppia la cui passione si è del tutto spenta dopo vent’anni di matrimonio, tre figli e un incidente in bicicletta.

Un frame del trailer di Netflix Wanderlust

Un frame del trailer di Netflix Wanderlust

Joy, da brava psicoterapeuta di coppia qual è, propone al marito di evadere dalla noia mortale del loro matrimonio vedendo altre persone (alias diventare una coppia aperta).  Mentre lei esce con un uomo conosciuto in piscina, Alan si lascia conquistare dalla collega Claire.

Il che va benissimo se non fosse che entrambi incappano in una serie di problemi, dalla riprovazione pubblica dei conoscenti e dei figli millennial, all’incapacità di gestire i nuovi partner, che spesso non accettano di essere solo un diversivo.

I figli millennial e la riprovazione nei confronti dei genitori "scambisti"

I figli millennial e la riprovazione nei confronti dei genitori “scambisti”

La serie Netflix analizza le dinamiche sessuali di tutta la famiglia e del vicinato, a partire dal figlio adolescente, alla vicina di casa che si scopre lesbica, passando per la figlia che si innamora di un paziente della madre. E mette a nudo la sostanziale riluttanza britannica nel parlare di fatti intimi in pubblico ma anche in famiglia.

Non è secondario che alla storia della coppia (il cui esito non spoileriamo) facciano da eco quelle dei pazienti di Joy e il rapporto della stessa con la sua psicoterapeuta, perché tramite questi specchi lei riesce a fare in parte pace con se stessa e col passato doloroso.

Se la guarderete con la vostra dolce metà siate pronti alla discussione, se siete single invece probabilmente avrete la tentazione di tentare con la psicanalisi. D’altronde Wanderlust sembra proporsi non di creare facile scandalo ma di sviscerare, con chirurgica precisione e intenti entomologici quasi, sesso e relazioni.

Tra gli ulteriori meriti di questa serie ci sono sicuramente la regia di Luke Snellin e Lucy Tcherniak e la fotografia, impeccabile, simmetrica e nitida, degna di un bel film. Per fortuna Netflix Wanderlust è una serie tv, quindi possiamo sperare che ci sia prossimamente un seguito.

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