Catalogo dei MILLENNIAL #42 Caster Semenya. La tua enciclopedia dei millennial

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20 Giugno 2019
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Chi è Caster Semenya, la super atleta considerata biologicamente uomo

NOME Mokgadi Caster Semenya
LUOGO NASCITA Polokwane (Sudafrica)
DATA NASCITA 7 gennaio 1991
SETTORE Sport
NAZIONALITÀ Sudafricana
MILLENNIAL FACTOR Globale, Flessibile

«Ermafrodita». «Intersex». «Iperandrogenica». Parole che accostate al suo nome sono diventate una consuetudine. Tanto che l’opinione pubblica tende a dimenticare il concetto base quando si parla di lei: Caster Semenya è, prima di ogni cosa, un’atleta eccezionale. E doverlo sottolineare, considerando che è stata per due volte oro olimpico, è quanto meno singolare.

La carriera da velocista della sudafricana è costellata di successi. È lì il problema. Checché se ne dica: è stato il motivo per il quale la sua natura è finita al centro di numerose analisi e processi. Caster è abituata a correre su più fronti. Da una parte il tartan delle piste di atletica degli stadi olimpici più blasonati. Dall’altra, quella meno piacevole, delle carte bollate dei tribunali sportivi.

Se fosse stata scarsa, o meno brillante, probabilmente la corsa di questa millennial sarebbe stata solo quella del sudore e delle lunghe falcate. E invece Semenya ha stupito tutti fin dagli esordi. Come quando ancora 18enne, al Mondiale di Berlino nel 2009, dominava la finale staccando le avversarie di una quindicina di metri sulla linea del traguardo. Era la prima medaglia d’oro conquistata nei suoi 800 metri piani. Poi arriveranno Taegu (2011), Londra (2017), i giochi olimpici della capitale inglese e quelli di Rio de Janeiro, oltre a diverse Diamond league consecutive.

La guerra tra la mezzofondista e la Federazione Internazionale di Atletica Leggera (IAAF), che in un rapporto spiega che la sudafricana è «biologicamente uomo ma con tratti d’identità di genere femminile» probabilmente non finirà mai. La colpa di Caster Semenya sono gli ormoni che madre natura le ha donato: troppo testosterone. Parole pesanti alle quali la millennial, che per la IAFF dovrebbe sottoporsi a cure ormonali, ha riposto con dolore: «Mi sento ferita in un modo che le parole non riescono a spiegare».

La regina degli 800 metri, unica donna ad aver tempi incredibili nei 400 (sotto i 50 secondi), 800 (sotto i 2 minuti) e 1500 (sotto i 4 minuti), ha anche detto di sentirsi «usata come cavia da laboratorio nella faccenda riguardante il regolamento sugli atleti iperandrogenici». In questo senso, dopo l’ultima battaglia contro la sua federazione, libera e cosciente della sua straordinaria natura è tornata sull’argomento: «Non permetterò alla IAAF di usare di nuovo me e il mio corpo».

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